14.

1354 Parole
Non l'ha fatto perché è un pazzo scatenato senza un minimo di cervello e con un alto desiderio di morte in corpo. No. È più che certo che tra le due opzioni sceglierebbe all'istante quella che lo vede a casa di Caleb a mangiare schifezze mentre guarda l'ennesimo film drammatico. Ma! Proprio perché è la prima sulla quale si concentrerebbe senza il minimo ripensamento, Logan ha deciso bene di scegliere la seconda, quella che mai si sarebbe azzardato a prendere in considerazione… in condizioni normali, ecco. È giusto che non dia più senso ai propri freni; che permetta a se stesso di agire secondo l'istinto e non il ragionamento, o il buonsenso. Gli dispiace di aver fatto questo alle spalle di Caleb, perché lo sta ospitando a casa sua senza fargli pesare in alcun modo la cosa e lo sta aiutando più di quanto chiunque altro abbia mai fatto. Non può fare un paragone con Tyler, sapendo bene cosa ha spinto il suo migliore amico ad allontanarsi, ma Caleb si è dimostrato qualcuno su cui contare. Il senso di colpa gli sta stringendo il cuore in una morsa dall'esatto momento in cui ha messo piede fuori casa. Gli dispiace anche per Jake. Lo ha perdonato, davvero, e ha accettato senza problemi quella sorta di legame – se così può chiamarlo – che li unisce, senza altro nel mezzo. Perciò, proprio per questo, si sente uno stronzo nei suoi confronti per essere andato contro a tutte le decisioni che avevano preso insieme. Spera solo che, se mai questa serata avrà una fine, lui e – soprattutto – Caleb riescano a perdonarlo. Logan si sistema i capelli scompigliati per quella che deve essere la ventesima volta; guarda di sfuggita il proprio abbigliamento e concorda con se stesso di essere quantomeno… No, che cazzo! È attraente. E non si è messo in tiro per Harry, no. Non sa veramente che cosa ha intenzione di fare, a questa festa, una festa organizzata da un ragazzo che nemmeno conosce, con invitati che non ha mai visto prima e a cui partecipa il suo – forse ex – ragazzo che, attualmente, lo odia. ‘Fanculo l'istinto. Doveva seguire il buonsenso. Logan smette di pensare a cose concrete quando riesce finalmente a entrare nella villa, dopo averci messo davvero tanti minuti ad attraversare il giardino pieno di gente. Non c'è una luce a illuminare la sala, ma quelli che sono tanti fasci colorati e accecanti sparati da chissà dove. Urla, risate e parole sconnesse si mescolano alla musica in una base sonora che ci mette pochi secondi per stordirlo. C'è odore di alcol, di sigaretta e di sudore. Fa terribilmente caldo e i corpi in balia della serata si dimenano intorno a lui, risucchiandolo nella massa indistinta. Volti, maschili e femminili, gli sfrecciano davanti agi occhi. Mani cercano di afferrarlo e gente a caso gli danza contro per attirare la sua attenzione. Ma Logan deve trovare solo una persona. Ha un unico obbiettivo, nella testa. «Ehi!» Qualcuno riesce ad afferrargli un lembo della maglia e Logan si tira indietro, spaventato. «Ehi, bello!» Logan rimette a posto il tessuto per coprirsi i fianchi scoperti, e una mano si posa sulla sua spalla. «Amico!» Cerca di scansarsi ma, quando si ritrova il volto sorridente di un ragazzo biondo a circa un centimetro dalla sua faccia, fa solo un balzo indietro. Logan sbatte gli occhi e «Che vuoi?!» urla, sopra la musica a tutto volume. «Sei a casa mia e non so nemmeno chi sei!» Il sorriso non abbandona le labbra dello sconosciuto. «Ti sei imbucato?» «No.» Logan tossisce. «No! Sono un amico di Caleb e—E Harry!» «Oh! Dov'è Cal?!» Una ragazza gli finisce contro e Logan quasi cade per terra. Il ragazzo che l'ha fermato rinforza la presa sulla sua spalla e si accerta che sia in equilibrio. «Sta… Si è fermato in giardino, con uno che non conosco!» Pensa, pensa, pensa. «Sai dov'è Harry?» L'altro sorride ancora di più, se possibile. «Certo! Vieni con me.» Supera Logan e comincia a farsi strada in mezzo agli invitati. Si ferma solo per «Io sono Josh, comunque!» urlare. Logan annuisce. Dunque ha trovato il padrone di casa, il tipo che ha deciso di accontentare lo stupido desiderio di divertimento di Harry. Ok, non lo sta giudicando. Solo un po'. Quando riescono a uscire dalla massa di adolescenti ubriachi, Logan ha in mano una bottiglia di birra e cerca di togliere l'impronta di rossetto che gli è rimasta impressa sul collo. Nemmeno sa come abbia fatto quella ragazza a baciarlo, ottimo. Josh passa per la cucina e recupera una bottiglia di vodka. Logan lo segue senza dire niente. Escono dalla parte opposta e sente il ragazzo chiedere un «C'è anche Jake?», senza voltarsi. «Non lo so... Io sono venuto con Caleb.» La musica cambia e parte una canzone di Beyoncé. Logan cerca di non andare a sbattere contro nessuno e si domanda in che razza di casino si è andato a cacciare. Poi, troppo distratto dalla frenesia che lo circonda, finisce contro la schiena del ragazzo e si scusa velocemente. Josh ricambia con un sorriso e un movimento della mano; passa la bottiglia di superalcolico a un altro giovane – capelli acconciati in una cresta alta sulla testa. Logan sta per chiedere di Harry, ma viene interrotto da un grido improvviso. Non un grido di quelli da far gelare il sangue, ma più un urlo eccitato e di incoraggiamento. Si sposta per guardare meglio e vede che, davanti a lui, su un tavolo per buona parte ricoperto da bicchieri di plastica, un ragazzo si sta togliendo la maglietta. La getta a caso sul pavimento e poi si sdraia sulla superficie con un ghigno; una bionda balza vicino a lui e versa quello che resta di una bottiglia di tequila sulla sua pancia nuda scossa dai brividi; velocemente, incastra una fetta di limone tra i denti del tipo e gli mette il sale sulla mano; poi si fa da parte, lanciando anche lei uno strillo divertito. Logan lo sa che stronzata stanno facendo: ha provato più di una volta a fare i body shots. Robe da liceo. Rotea gli occhi, annoiato. Vuole solo sapere dove accidenti si trova Harry, e non assistere a giochini alcolici. Ma poi lo vede. La bocca gli si spalanca automaticamente per lo stupore, quando Harry compare nel suo campo visivo. Ha una bandana tra i ricci, la maglietta bianca bagnata incollata al corpo e degli skinny che gli sembrano stati dipinti addosso. Il braccio è fasciato, ma non sembra creargli chissà quale disturbo. Non davvero. Di sicuro, non mentre batte il cinque con il ragazzo sdraiato e balza agilmente sul tavolo, puntando le ginocchia ai lati dei suoi fianchi. Lecca il sale che ha sulla mano con evidente voglia di dare spettacolo. Logan lo guarda con il fuoco dietro agli occhi mentre si china per bere la tequila dalla pelle di quel coglione; guarda mentre perde tempo per ripulire il suo ombelico; muove la bocca e lecca, emettendo di proposito versi che fanno salire a Logan il sangue al cervello. Harry scorre il naso lentamente sul corpo dell'altro, per poi risalire e raggiungere lo spicchio di limone che ha tra i denti. Lo bacia. Non si limita a prendere la fetta, ma si permette di far scontrare le loro labbra e Logan guarda solo per imprimersi bene nella testa la scenetta che gli permetterà di prenderlo a calci. Harry si solleva con il limone tra i denti. Sputa a terra la buccia ed esulta, mentre scende con un balzo dal tavolo. Gli arrivano pacche sulle spalle, sorrisi soddisfatti e un’altra ragazza comincia di nuovo il gioco. Guardandolo meglio, Logan nota i pochi lividi che ancora gli colorano il collo e un graffio – quello che resta di una ferita più grave – sulla fronte. È a questo punto, che quegli occhi verdi si incastrano nei suoi. Solo che Harry non scappa, non urla… e non fa niente di quello che Logan si aspettava: ondeggia leggermente il capo e un sorriso gli appare sulle labbra, mentre si avvicina a lui barcollando.
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