6.

1143 Parole
Quando tutti – le infermiere, i suoi genitori, sua sorella e probabilmente anche i granelli di polvere – escono in fila indiana dalla stanza, Harry si prepara al peggio. Non è mai davvero quello che ci si aspetta, no? Di solito, il peggio ha livelli decisamente maggiori rispetto a ciò che figura precedentemente la nostra testa. Per questo motivo, quando Logan entra, chiudendosi la porta alle spalle e nascondendo le mani tremanti dietro la schiena, il cuore di Harry smette di battere e si ghiaccia. Il suo peggio è appena arrivato, ed è davvero strano quanto “questo”, qualcosa che gli ha sempre provocato sensazioni positive e piacevoli, adesso sia in grado di non fargli provare niente. Harry fissa Logan e le note belle vengono sotterrate, o scagliate lontano alla velocità della luce, sostituite da tonalità nere che lo riempiono senza lasciare uno spiraglio di luce. Si sente pronto a scoppiare. Logan si avvicina al suo letto e guarda indeciso la sedia posta a lato; ci si siede non del tutto convinto, poi alza lo sguardo solo per trovare quello freddo di Harry. Se ci resta in qualche modo male, per questa accoglienza, non lo dà a vedere. Si passa una mano sul volto e avvicina maggiormente la sedia, sotto due occhi verdi molto attenti e infastiditi dai suoi movimenti. Per qualche minuto, nessuno dei due dice niente; l'unico suono distinguibile è il miscuglio di rumori provenienti dall'esterno. Ma, alla fine, Harry sputa fuori un «Che cavolo ci fai tu qui?» piuttosto velenoso, che vede l'altro ragazzo sobbalzare e impallidire. «Io—» «Sono serio. Perché sei qui?» Logan resta spiazzato da tanta… cattiveria? No, Harry non gli sta parlando con cattiveria. Forse avrebbe preferito mascherare il suo stato d'animo per non dare a vedere niente, ma a quanto pare gli è impossibile. Non cerca di rimediare con sorrisini o scusandosi; assottiglia lo sguardo e aspetta che quello che non è mai davvero stato il suo ragazzo parli. «Hai fatto un incidente. Sei in ospedale, appena uscito da un coma... È ovvio che sia qui.» No, non è ovvio. «Jake non ti ha soddisfatto quanto ti aspettavi?» Se possibile, Logan sbianca maggiormente. «Co—Cosa?» «Dai, Logan! So che Jake è venuto a farti una visitina. Perché credi che abbia rischiato di crepare nel tragitto tra qui e la tua fottuta casa?» «Harry, non—» Harry colpisce con entrambe le mani il materasso. Quello che ha dentro, qualsiasi cosa sia, sembra vivere di vita propria, pronto a fargli raggiungere il limite. Un altro po', ed esploderà. «Cosa ci hai fatto?» «Che?!» «Cosa ci hai fatto, Logan.» Il fuoco cresce dietro agli occhi di Harry. Il braccio in cui si è beccato un vetro spedisce fitte assordanti che richiamano la sua attenzione, ma lui le ignora e si concentra sul formicolio che sente in ogni zona del corpo. È qualcosa di potente e ingestibile. Non è semplice gelosia: è gelosia mischiata alla delusione, al rancore, alla disperazione e alla consapevolezza di star recitando la parte del coglione. «Smettila di prendermi per il culo. L'hai baciato? Ci sei andato a letto? Avanti, sono curioso.» «No—Noi non—» «Logan.» Delle lacrime nascono negli occhi chiari di Logan, mentre «Lui mi ha baciato» dice, con labbra tremanti e fiato corto. «Vi siete baciati.» «Lui ha baciato me.» «E tu l'hai allontanato e cacciato? O hai ricambiato? Perché, sai, in questo dettaglio c'è molta differenza.» Harry sa che Logan ha qualcosa di strano; sa che Logan ha sofferto e che, per quanto abbia cercato di dimenticare e di andare avanti insieme a lui, è una persona debole; sa che Logan l'ha sempre dato per scontato, in qualche modo. Ma ora basta. Harry può accettare davvero tutto, da parte sua, ma aver baciato Jake, subito dopo aver ricevuto una piccola parte del suo amore, è l'ultima goccia in un mare di casini dall'equilibrio precario. «Ho ricambiato.» E, a quanto pare, è arrivato per lui il momento di andare avanti. O di cambiare schema di gioco, senza rimanere più nel campo di chi resta a guardare solo ed esclusivamente per soffrire. Harry prende un respiro profondo. L'universo dentro di lui assume finalmente un unico aspetto, buio e determinato a non lasciarsi scheggiare da niente. «Ok. Ora vattene da qui» dice, il tono di voce piatto e privo di emozioni. «Harry—» «Non ti voglio vedere, Logan. Mi metto a urlare se non ti levi dal cazzo.» Le parole colpiscono Logan alla massima potenza; il ragazzo sobbalza sulla sedia e le prime lacrime gli rigano le guance. Harry non muove un muscolo, rimane a fissarlo in attesa che si alzi ed esca dalla stanza. Vedendo che Logan si ostina a esitare «Sei sordo? Vattene!» grida, ignorando le proteste che il suo braccio spedisce in risposta. A quel punto, Logan si alza con uno scatto. La sedia cade a terra e lui inciampa nell'allontanarsi dal letto. Il suo subire a testa bassa, senza sforzarsi di dire niente o senza cercare di rimediare, di riprendersi in qualche modo Harry, di dare una spiegazione che cambi la situazione, riesce solo a peggiorare il suo umore. Harry serra i denti con forza; il buio nei suoi occhi viene attraversato da una luce fredda e sinistra, mentre riflette ad alta voce. «Sai che cosa mi fa più schifo? Mi hai detto che mi amavi... e mi sono effettivamente fermato a pensare a quanto vero fosse, perché tu sei così tanto stupido da non aver ancora capito che cosa vuoi.» Con quello che è il suo obiettivo di far crollare Logan, Harry solleva il capo. «Io ho sempre voluto te. Ho visto questa opportunità, tu che finalmente lo capivi, e ci ho creduto. Mio Dio. Poi quanto? Tre giorni dopo stavi baciando Jake con le stesse labbra che hanno baciato le mie.» Logan trema. Stringe la maniglia della porta, ma non dice niente. «E non posso incolparti. Insomma… Ok, tu sei un povero fallito che non sa prendere una schifosa decisione, ma io sono un idiota che ha riposto troppo di se stesso in questa stronzata» Harry sibila, nascondendo il sorriso di compiacimento nel vedere quello che ha sempre voluto distruggersi davanti ai suoi occhi. Forse è sbagliato, ma si sente soddisfatto. «È stato bello finché è durato, però adesso tornatene a casa tua, Logan.» Harry non stacca gli occhi da quelli dell'altro per tutto il tempo. Aver espresso i suoi pensieri gli ha levato un grande peso ma, mentre le lacrime si moltiplicano sulle guance di Logan e lui si impone di non battere ciglio, il dolore si scontra con tutto il resto e lo spezza. Guarda il ragazzo aprire la porta e andarsene, cercando di trattenere i singhiozzi. Poi, quando resta solo, qualcosa esplode dentro di lui e gli porta via tutto. Non resta assolutamente più nulla.
Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI