Capitolo Sesto-3

1171 Parole

«Sì, signore». «Aspettami qua», gli intimò frate Enrico prima di allontanarsi in direzione del convento. Poco dopo uscì con un grosso sacco sulle spalle da cui estrasse uno scudo di vimini intrecciato a forma di canestro, una spada di legno e un cappello di feltro. «Lo vedi il palo in mezzo alla corte? Quello d’ora in poi sarà il tuo nemico. Ti eserciterai colpendolo senza requie come se ti trovassi davanti a un guerriero saraceno sul campo di battaglia». «Ma queste non sono armi vere», interloquì il ragazzo. «Non ti avevo detto di obbedire agli ordini senza discutere?», rispose infastidito l’altro, «lo scudo e la spada pesano circa il doppio del normale. Colpendo e picchiando il palo, svilupperai i muscoli e la resistenza. Così, quando impugnerai armi vere, che sono più leggere, comba

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