CONFESSI

549 Parole
CONFESSI«Cazzo, Karsiton! Ma con te non c'è gusto» imprechi, ridendo. «Che vuoi farci, amico mio!» sghignazza divertito. «Sono il Re e ti conosco troppo bene per non sapere quello che ti frulla nella tua testolina "malata"». Ti avvicini, prendi posto alla tavola e ti versi del vino. «Alle cortigiane!» esclami, alzando il calice. «Alle cortigiane!» ti sorride, bevendo. «A proposito... ne ho un paio nuove. Che ne dici se dopo ce la spassassimo insieme?» ti sussurra, mentre si guarda intorno. «E me lo chiedi pure?» scoppi a ridere. «Hai un po' di quell'estratto di cocomero che producono i monaci di Evna?» ammicchi. «Quale? Quello che ti "aiuta" a fare l'amore più a lungo?» scoppia a ridere. «Ma certo fratello, a me portano solo quello migliore... altrimenti come farei a soddisfare anche la Regina oltre a quelle due cortigiane?» si frega le mani ridendo. Iniziate a mangiare. Dopo esservi scambiati varie storielle sulle ultime conquiste "amorose", il Re ti spiega perché ti ha fatto chiamare. «Quindi tra tre giorni saremo tutti morti?» chiedi, perplesso. «Mi duole dirlo, ma le visioni di quel vecchio si sono sempre avverate. Il primo giorno della festa del cocomero, cioè tra tre giorni, la città verrà distrutta e noi con lei». «Merda! Allora scappiamo» suggerisci. «Credi che non ci abbia pensato?» scoppia a ridere. «È il piano B» ammicca. «Ma visto che sono il Re di questo "angolo" di paradiso, mi piacerebbe continuare a esserlo. Mi ci vedi a lavorare per vivere?». Entrambi scoppiate a ridere. «Cosa vuoi da me?» chiedi. «Devi scoprire chi o che cosa distruggerà Cucumis e impedirlo». «E la visione? Non hai detto che si sono sempre avverate?». «Turok, limitati all'azione. I ragionamenti lasciali a me». «Sei tu il Re, fai come vuoi. Però ti costerà... il doppio, più le spese». «Sai quanto mi importa? I soldi non sono un problema... Alzerò le tasse» scoppia in una grassa risata. Finite di accordarvi sui termini del pagamento e dopo esservela spassata con le nuove cortigiane, te ne vai dal castello per tornare a casa. «Tra tre giorni potrei essere morto» continui a pensare, mentre il tuo cavallo trotterella per le vie della città. «Devo bere e tanto!» esclami, fermandoti davanti alla taverna "La Volpe e il Drago". CAPITOLO IV - LA VOLPE E IL DRAGO MAGA Capitolo IV - La Volpe e il Drago Il proprietario de La Volpe e il Drago è un bel ragazzo alto e magro, dai modi seducenti e sempre ottimamente sbarbato. Gli affari vanno abbastanza bene da potergli permettere di mantenere i molti figli illegittimi e, di conseguenza, il silenzio delle sue molte amanti, nell'illusione che la moglie non sappia delle sue avventure. Guadagnarti uno sgabello davanti al bancone è stata un'impresa ma, per fortuna, l'allegra torma di avventori, esuberante e puzzolente quanto una schiera di Demoni del Fetore, sembra percepire la tua diversità. È qualcosa d'inconscio, che fa sì ti stiano alla larga. Due braccia nerborute si fanno largo tra la folla, afferrano infine il bancone e si tirano avanti in posizione vincente. «Due birre!» tuona l'uomo appena arrivato. La cameriera gli sfreccia davanti, ignorandolo. Dalla sua espressione, capisci che non è affatto abituato a un simile trattamento. «La distruzione di questa città non è poi un'idea così terribile» borbotta il guerriero, spazientito. GLI RISPONDI
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