GLI RISPONDI

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GLI RISPONDI«Qualcuno ci ha già pensato», gli dici. «Ma troppo tardi» stai sorseggiando il tuo vino dorato da un calice insolitamente terso. «Che dici?» Ti volti a guardarlo. È un uomo sulla trentina, vestito con un corpetto di cuoio e dei pantaloni neri di pelle. I lunghi capelli sono raccolti dietro alla nuca e i parabraccia argentati scintillano come se fossero stati appena lucidati. Il fisico è possente e una cicatrice gli segna il volto. «Mi riferisco a Enar l'Annientatore.» Gli rispondi «Ne avrai sentito parlare.» «Uh? Sì, sì, certo! Qualcosa, voglio dire», ti dice. Sul volto gli si dipinge un'aria da idiota tipica di chi parla di qualcosa che non conosce. «È il figlio di Moloj, Dio dell'oscurità e della memoria, e di una mortale della quale si è perso il nome. Mille anni fa, conquistò queste terre e v'impose il suo spietato dominio», gli spieghi, con ostentata pazienza. «Non c'ero io, in giro!» esclama il guerriero, gonfiando il petto. Gli lanci un'occhiata ambigua: indecisa fra disgusto e indifferenza. Quale che sia il sentimento dominante, riporti lo sguardo sul calice e prendi a girartelo tra le dita. L'uomo si sporge al di là del bancone e, come un falco che artiglia un incauto roditore, afferra la cameriera per un braccio. «Due birre!» ringhia. La ragazza si affretta a servirgli due grossi boccali da un litro ciascuno. Il primo, lo beve d'un fiato. Il seguente rutto gli fa guadagnare il rispetto dei vicini e un po' di spazio per mettersi comodo. Inizia a sorseggiare il secondo. «Ehi, m'interessava la storia!» ti dice. «Voglio dire, non ho di meglio da fare, al momento.» «È ancora presto per la rissa serale, eh?» gli chiedi distrattamente. «Mi devo ancora ambientare un po', non so se mi spiego», sorride, trangugiando altra birra. «Insomma, questo Enar ha provato a distruggere tutto e l'hanno fermato, giusto?» LA LEGGENDA
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