Capitolo 6-2

2234 Parole

Il principino era adesso la sua più grande affezione: egli se lo teneva vicino più che poteva, gli regalava dolci e balocchi, lo vantava all'Abate, al maestro dei novizi, agli zii ed a tutti. Il ragazzo, veramente, era troppo vivace, faceva il prepotente, attaccava lite coi compagni; fra' Carmelo, paziente ed indulgente, sapeva scusarlo presso il maestro, se commetteva qualche monellata, e raccomandava prudenza agli altri fratelli se di queste monellate essi scontavan la pena. “ Bisogna lasciarli fare, i ragazzi; e poi sono signori, e a noi tocca obbedirli.” I fratelli, infatti, erano addetti alle grosse bisogne, servivano i Padri al refettorio, mangiavano alla seconda tavola; e quando i monaci dicevano l'uffizio in Coro, essi recitavano in un cantone il solo rosario. Per entrar noviz

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