Il convento possedeva una buona metà del quartiere in mezzo al quale sorgeva: i tre palazzotti della piazza semicircolare dinanzi alla chiesa e una quantità di case terrene tutt'intorno alle mura. Da queste fabbriche ricavava una magra rendita, perché parte erano affittate a prezzi di favore a vecchi fornitori o sagrestani ritirati, parte erano addirittura concesse come elemosina a povera gente, a famiglie nobili cadute in bassa fortuna. Ora don Blasco, con una particolare affezione per donna Lucia Garino, la Sigaraia, le aveva fatto concedere un bel quartierino di abitazione nel palazzotto di mezzogiorno e una bottega sottoposta dove suo marito teneva il negozio dei tabacchi. L'Abate, visto che questa donna Lucia non era né indigente né nobile decaduta e che non vantava altro titolo, per

