Capitolo 7 Ogni sera, al capezzale della bambina, tenendola per la manuccia fredda e bianca come di cera, senza fare alcun moto col braccio irrigidito per non destare la piccola dormiente, la contessa vegliava fino a tardi. A notte alta serravano i portoni e nella casa addormentata non s'udiva più alcun rumore; solo dallo stanzino attiguo veniva il lieve russare della balia accanto al letticciuolo di Teresina. Raimondo non rientrava. Sul comodino stavano schierate le bottiglie dei medicamenti, i vasetti di pomata, tutta la farmacia prescritta dal dottore per la povera malatuccia. Era erpete quell'infermità, dicevano; cattivo umore che si sfogava con eruzioni cutanee, con ingorghi di glandole: tutti sintomi rassicuranti, poiché volevan dire che l'organismo espelleva il principio morboso.

