Anche Pasqualino sapeva tutto questo; ma al cocchiere di donna Graziella, che, tenendo per la padrona, gli prediceva il fiasco del conte: “Un po' per volta!” rispondeva. “Lasciate che si finisca la prima causa!... Quando la padrona sarà libera, penseremo a liberare anche il padrone!... Adesso non hanno a decidere i canonici, ma i giudici civili. Con la legge di Vittorio Emanuele, il matrimonio dinanzi alla Chiesa vale un fondello, e solo ha peso quello dinanzi al sindaco: abbasso Francesco II! Viva la libertà!...” Ma donna Ferdinanda, Lucrezia, tutti i sostenitori di Raimondo non si contentavano di una sentenza civile; volevano legittimare la situazione di Raimondo e di donna Isabella dinanzi agli uomini e a Dio. Pertanto Ferdinando, il quale era intimo del canonico Ravesa, pezzo grosso de

