Capitolo 5 “ Il duca d'Oragua!... Il deputato, il patriotta!... Dov'è? Dov'è?... Eccolo lì!... È ingrassato!… Manca da quasi tre anni!... Viene da Torino?... Signor duca!... Eccellenza!...” E qui saluti ed inchini a destra e a sinistra, certuni che si tiravan da canto una decina di passi prima d'incontrarlo, e si scoprivano come al passaggio del Santissimo Sacramento: tutti che si voltavano a seguirlo un pezzo con gli occhi quand'era già passato. Pochi godevano il privilegio di poterlo accostare, di stringergli la mano, di chiedergli le sue notizie; pochissimi, gli eletti, potevano onorarsi d'accompagnarlo, di scortarlo, di mescolarsi al codazzo degli intimi ammiratori ed amici che lo seguivano su e giù, alla prefettura, al municipio, ai circoli. Ed egli teneva il centro della strada,

