A un certo punto sentì gli altri passeggeri che si voltavano verso sinistra, dal lato del suo finestrino. Era ormai troppo tardi per distinguere la nebbia nera nella notte, ma improvvisamente l’aria si fece più fredda. Dai finestrini aperti entrò una sorta di vento gelido, che pungeva; una corrente che letteralmente “metteva i brividi” e causava panico. “E Ben doveva essere lì quando è successo.” Non le risultava che fosse uscito più da casa dal famoso giorno della rivoluzione; non aveva neanche voluto accompagnarla alla Villa per seguire lo svolgimento della manifestazione. Quando l’aerobus si fermò a Pompeii, nella mente di Virginia cominciò ad insinuarsi il primo sospetto. Perché tutti parlavano di decine di dispersi, vittime trasportate in ospedale sotto shock, cadaveri assiderati...

