Il quarto elemento “Non sento più nulla. Non voglio più esistere”. Maia non ricordava neppure quanto tempo avesse trascorso ai piedi del suo albero. L’aveva sentito sussultare più di una volta, come se un cuore battesse ancora sotto quella corteccia, un cuore che aveva condannato a una vita di sofferenza. Perché Jamal non era morto davvero, lo sapeva. Ma a svegliarla non era stato il sussulto delle radici; aveva sentito una morsa al cuore, un movimento silenzioso tra le foglie che l’aveva gelata dentro. Col freddo si erano schiuse due palpebre nel buio della sua incoscienza. E da quelle palpebre erano nate due iridi grigie... gli occhi del demonio. Li aveva riconosciuti perché li aveva già visti nella sua visione, e poi il giorno della processione al Corso Nuovo, nel tizio deforme che l

