Quando, preso dal panico, alzò lo sguardo, si accorse che la macchia d’inchiostro aveva ricoperto quasi ogni cosa; la sua viscosità aveva ceduto ad una qualche proprietà espansiva che l’aveva fatta propagare su ogni superficie all’interno del suo campo visivo. Era strano da concepire attraverso i sensi comuni, ma pareva che quella macchia coprisse anche l’aria, l’ossigeno, il giardino fuori... e i suoi stessi genitori. Le forme e i corpi davanti a lui erano soltanto nero denso su nero più sfumato; e intorno l’opacità della luce che diminuiva. Poi fu buio. “Aiuto...”, si costrinse a gridare nella sua mente. “Aiuto... papà”. Ma era troppo tardi. Dentro di sé aveva sempre saputo che prima o poi sarebbe successo. Quante volte l’aveva desiderato? Non aveva sempre ambito alla dimostrazione de

