Senza togliersi nemmeno la fuliggine del viaggio dai baffi si recò immediatamente dal prefetto von Wulkow, poi ebbe una lunga conversazione con Napoleone Fischer. Nel pomeriggio riuscì non senza difficoltà – era domenica – a radunare attorno a sè Kunze, Zillich e Kühnchen. Il maggiore dovette essere strappato a viva forza alla sua partita a bocce, il pastore all’idea di una passeggiata in campagna con sua figlia e Jadassohn, e il professore a due suoi coinquilini che lo avevano già mezzo ubriacato. Si riunirono finalmente nei locali del Circolo militare, e Diederich espose loro, senza por tempo in mezzo, che bisognava presentare un candidato nazionale e che la persona più indicata era il maggiore. Tutti applaudirono meno Kunze che oppose: «Io non ho nessuna intenzione di espormi a una br

