V.-2

2008 Parole

le figure d’un sogno lugubre: ricordò l’ometto nero che s’e- ra installato accanto al letto del moribondo come uno gnomo funebre venuto dal mondo della morte per trafuga- re lo spirito del gigante. E ricominciò a dubitare. Salì cauto la scaletta; gli pareva di rivivere in quella notte lontana. Arrivato al pianerottolo trasalì. Marco il gemello stava coricato su un materasso buttato per terra, davanti all’uscio della camera di Tognina. Mentre Adone passava egli si svegliò, sollevò la testa e disse con voce assonnata: – La zia sta male… Adone non rispose; ma pensò che il racconto di Caterina doveva esser vero. I Pirloccia guardavano la zia come una prigioniera, senza dubbio per paura ch’ella si pentisse del mal fatto. * * * Egli dormì poco, quella no

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI