zurro qualche nuvola scura. Adone cammina su e giù per il prato, calpestando le foglie morte e le ombre dei pioppi. Egli va, egli va, a testa china, e gli pare di camminare an- cora sull’argine in compagnia dei suoi pensieri inquieti. E gli pare che nella sua mente ondeggi un velo a momenti luminoso, a momenti scuro, come il cielo in quella notte incerta. Verrà Maddalena? Non verrà? Egli sarà egualmen- te infelice. E gli pare di non aspettarla, ma di trovarsi lì come un tempo, bambino, distratto dal vano giochetto del- le ombre. Ma basta un susurro, un calpestìo, per farlo tre- mare. I minuti passano. Ella non viene. Forse non verrà più. Egli sente ancora una volta tutta l’ingenuità del suo sogno, gli pare d’essere ridicolo, e ricomincia ad i

