16. Arriverò alla verità da sola Isa aprì lo sportellino blindato con la punta delle dita, come se scottasse. La cassaforte conteneva un astuccio per gioielli e una busta. Per primo aprì l’astuccio. Vi trovò un girocollo d’oro col nome Isabella tempestato di piccoli diamanti e un anello con un’acquamarina. All’interno era incisa una data di ventiquattro anni prima e la frase: per sempre tuo, Guido. “Gli unici ricordi tangibili della mia mamma” pensò, e le venne da piangere. Bloccò le lacrime, doveva rimanere lucida e fare in fretta. Prese la busta. Era a sacco, di colore marroncino; doveva essere vecchissima perché non odorava di alghe ma di alberi. Tirò fuori il contenuto: fogli, tanti fogli. Non c’era il tempo per leggerli. Li stese tutti sul letto e li fotografò con l’Olophone uno a

