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719 Parole

11Senza attendere che l’uomo bussi alla porta apro e lo saluto. Ora ho davanti Emanuele. Un Emanuele diverso, ovviamente. Il tempo è passato anche per lui. Non ha più il ciuffo ribelle davanti agli occhi, ma il cranio completamente rasato, a mascherare una parziale calvizie. I tratti del viso si sono appesantiti, il corpo è diventato più massiccio, ma devo constatare che conserva ancora un fascino notevole. Quella particolare luce di furbizia insieme ingenua e maliziosa che aveva negli occhi si è trasformata in uno sguardo sbieco, ammiccante. – Allora, ti ricordi ancora di me? – Certo, sei Emanuele. Sono imbarazzata, ma non è ovviamente il caso di darlo a vedere. Sicuramente lui non ricorda l’episodio, come non lo ricordavo io fino a poco fa. – Ti faccio le mie condoglianze. Tua zia

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