A dispetto dei suoi sforzi, il signor conte si è mostrato sempre più nervoso. Verso la fine, ho creduto persino che stesse per parlare, ma in quel momento è successa una cosa orribile. Frugando nel mio scrittoio per trovare un modulo stampato di cui avevamo bisogno, avevo sparpagliato delle carte un po’ dappertutto. Mentre io le rimettevo a posto in fretta, mi sembrava di sentire dietro la mia schiena il suo respiro più precipitato, più breve: e aspettavo da un secondo all’altro che rompesse il silenzio, prolungavo a bella posta il mio lavoro. Ma l’impressione è divenuta così forte che mi sono voltato bruscamente, e c’è mancato poco che non lo urtassi. Era in piedi accanto a me, molto rosso in viso, e mi tendeva una carta piegata in quattro ch’era scivolata sotto la tavola. Era la lett

