Ci ossessiona allora l’immagine di questa piaga sempre aperta, da cui cola la sostanza della nostra miserabile specie. Di quale sforzo sarebbe stato capace il cervello dell’uomo, se la mosca avvelenata non vi avesse deposto la sua larva! Ci si accusa, ci si accuserà sempre, noi preti - è così facile! - di nutrire in fondo al cuore un odio invidioso, ipocrita, della virilità: eppure, chiunque abbia una qualche esperienza del peccato, non ignora tuttavia che la lussuria minaccia incessantemente di soffocare sotto le sue vegetazioni parassitarie, sotto le sue odiose proliferazioni, tanto la virilità che l’intelligenza. Incapace di creare, essa non può che insudiciare, sin dal germe, la fragile promessa di umanità; probabilmente è all’origine, al principio di tutte le tare della nostra razza

