IV. Argilla e cristallo

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IV Argilla e cristalloI giorni si succedettero. A poco a poco nel cuore di Esmeralda tornò la calma. L’eccesso di dolore, come l’eccesso della gioia, è una cosa violenta che dura poco. Il cuore dell’uomo non può rimanere a lungo in uno di questi estremi e la zingara ne aveva sofferto così tanto, che non gliene rimaneva più altro che lo stupore. Con la sicurezza le era ritornata la speranza. Era fuori della società, fuori della vita, ma sentiva confusamente che forse non sarebbe stato impossibile rientrarvi. Era come una morta che tenesse la chiave della propria tomba. Sentiva allontanarsi da sé a poco a poco le terribili immagini che l’avevano ossessionata così a lungo. Tutti i fantasmi orrendi, Pierrat Torterue, Jacques Charmolue, si cancellavano nella sua mente, tutti, persino il prete

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