II Fatevi accattoneRientrando al chiostro, l’arcidiacono trovò ad aspettarlo sulla porta della sua cella il fratello Jean du Moulin, che aveva ingannato la noia dell’attesa disegnando con un carbone sul muro il profilo del fratello maggiore arricchito però da un nasone spropositato. Don Claude guardò appena il fratello. Aveva altro per la testa. Quella faccia allegra da scavezzacollo che con il suo splendore aveva tante volte rasserenato la cupa fisionomia del prete, ora non riusciva a dissolvere la nebbia che si infittiva ogni giorno di più su quell’anima corrotta, mefitica e stagnante. Jean gli disse timidamente: «Fratello mio, sono venuto a trovarvi». L’arcidiacono non lo guardò nemmeno. «E allora?». «Fratello mio», rispose l’ipocrita, «voi siete così buono con me, e mi date così

