III. Viva l’allegria!

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III Viva l’allegria!Forse il lettore non ha dimenticato che una parte della Corte dei Miracoli era chiusa nel vecchio muro di cinta della città, della quale un buon numero di torri cominciavano già allora a cadere in rovina. Una di queste torri era stata adattata dagli accattoni a luogo di piacere. Nel pianterreno avevano ricavato una taverna, e il resto era ai piani superiori. Questa torre era il punto più vivo e quindi il più ripugnante della comunità. Era una specie di mostruoso alveare che ronzava notte e giorno. Di notte, quando la maggior parte di quei pezzenti dormiva, quando non c’era più neanche una finestra illuminata sulle terrose facciate della piazza, quando non si udiva più uscire un solo grido da quegli innumerevoli caseggiati, da quei formicai di ladri, sgualdrine e di bam

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