MOLTIPLICAZIONE E SOTTRAZIONE

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MOLTIPLICAZIONE E SOTTRAZIONE Rientrando in casa, vi trovai Quantorzo in seria confabulazione con mia moglie Dida. Com'erano a posto, sicuri, seduti tutt'e due nel salottino chiaro in penombra; l’uno grasso e nero, affondato nel divano verde; l’altra esile e bianca nella sua veste tutta a falbalà, in punta in punta e di tre quarti sulla poltrona accanto, con una freccia di sole sulla nuca. Parlavano certo di me, perché, come mi videro entrare, esclamarono a un tempo: «Oh, eccolo qua!» E poiché erano due a vedermi entrare, mi venne la tentazione di voltarmi a cercare l'altro che entrava con me, pur sapendo bene che il "caro Vitangelo" del mio paterno Quantorzo non solo era anch’esso in me come il Gengè di mia moglie Dida, ma che io tutto quanto, per Quantorzo, altri non ero che il suo c

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