SOPRAFFAZIONE

1985 Parole

SOPRAFFAZIONE Il furto, intanto, non era possibile, almeno lí per lí. Non sapevo dove stessero quelle carte. L'ultimo dei subalterni di Quantorzo o di Firbo era in quella banca piú padrone di me. Quando vi entravo, invitato per la firma, gl'impiegati non alzavano nemmeno gli occhi dai loro registri, e se qualcuno mi guardava, chiarissimamente con lo sguardo dimostrava di non tenermi in nessun conto. Eppure lí lavoravano tutti con tanto zelo per me, per ribadire sempre piú con quel loro assiduo lavoro il tristo concetto che in paese si aveva di me, ch’io fossi un usurajo. E a nessuno passava per il capo ch’io potessi di quel loro zelo, non che esser grato e disposto a compiacerli della mia lode, sentirmi offeso. Ah che rigido e attediato squallore in quella banca! Tutti quei tramezzi vet

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