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Oltre il Copione: La Ribellione

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Trafiletto

Melodrammi: storie in cui, finché la protagonista è abbastanza dolce, cedevole, tollerante fino all’annullamento di sé — finché perdona chi la ferisce, sopporta chi la umilia, sacrifica tutto senza mai lamentarsi — allora, un giorno, otterrà il tanto agognato “lieto fine”.Ma solo quando i cattivi saranno ormai troppo vecchi per nuocerle ancora.Quando Silvia si risveglia nei panni delle protagoniste di questi melodrammi… sopportare? Ma neanche per sogno!Lei è una protagonista che cambia le regole, una donna che riscrive il destino. In diretta.

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CLARA Parte 1
Silvia è rimasta imprigionata per tre giorni nel corpo di una donna chiamata Clara Moretti. Quel sedicente “Sistema di Rieducazione per Brave Donne” ha scaricato nella sua coscienza l’intera vita di Clara Moretti in forma testuale, come se dovesse prepararsi prima di entrare nel ruolo. Ma cos’è davvero questo “Sistema di Rieducazione per Brave Donne”? Bastava il nome per capirlo: una struttura fredda e autoritaria, un vero e proprio dispositivo di controllo. 【Questo sistema è progettato per correggere donne che non soddisfano determinati standard, trasformandole in “brave donne”. L’ospite è stata rilevata come non conforme ed è stata selezionata per una rieducazione forzata.】 【Quando l’ospite dimostrerà di essere tollerante, gentile, obbediente, devota, altruista e pronta al sacrificio senza rimpianti — una figlia, moglie, madre, nuora e suocera modello — la correzione sarà considerata completata. L’ospite potrà quindi lasciare il sistema e tornare al proprio mondo.】 A quel punto, Silvia ha sorriso con apparente dolcezza e sussurrato al suo interno: “Ma va al diavolo.” 【Avviso! Se l’ospite non interpreta la vita prevista nel copione fino alla fine, verrà continuamente trasferita in mondi simili e non potrà mai fuggire dal sistema!】 Silvia se ne è infischiata: cosa cambia se non può tornare a casa? Si vive anche qui, e se per farlo devono obbligarla, allora piuttosto preferisce farla finita tutti insieme. Il sistema continuava a emettere avvisi nella sua mente, ma lei li ignorava. Era intrappolata, incapace di uscire dal ruolo di protagonista. Sembrava bloccata in un punto di salvataggio, in attesa di riprendere a vivere, così si è messa a leggere la storia di Clara Moretti per passare il tempo. Clara Moretti era nata in una famiglia benestante, ma suo padre era un incallito giocatore d’azzardo. Aveva sperperato tutto finché la famiglia non era caduta in disgrazia. Clara, ancora bambina, ha fatto i lavori più umili e si è presa cura del padre alcolizzato. Fin da quando aveva dieci anni, portava sulle spalle il peso di una famiglia intera. A diciassette anni, suo padre la diede in sposa a un giovane rampollo della Famiglia Bianchi per propiziare fortuna. Ma Federico Bianchi, il marito, morì dopo soli tre mesi, e Madama Bianchi rimase convinta che fosse stato colpa di Clara, che non riuscì a salvarlo. Clara scoprì di essere incinta, ma fu calunniata da Luca Bianchi, il figlio adottivo, che insinuò avesse una relazione con Andrea, il figlio del maggiordomo, e che il figlio in arrivo non fosse di Federico. La suocera la disprezzava, finché Clara non si tagliò un dito per giurare sul sangue che il bambino era di Federico. L’anziana, pur restando diffidente, le concesse di restare nella casa. Dopo dieci mesi di gravidanza, Clara diede alla luce un maschio che assomigliava sempre di più a Federico. Madama Bianchi fu commossa e lo prese sotto la sua ala, mentre Clara visse una vita da serva: trascurata dalla famiglia, disprezzata, anche da Giulio, suo figlio, le mostrava fastidio, come se fosse una domestica. Luca Bianchi, per prendere il controllo del patrimonio, tentò di uccidere Giulio. Clara lo difese a costo della vita. Nel mezzo, sopportò ogni tipo di dolore e umiliazione: continuava a proteggere suo figlio senza mai lamentarsi, cercando disperatamente di smascherare le vere intenzioni di Luca. Ma invece di ricevere comprensione, fu fraintesa e disprezzata sia dalla suocera che dal figlio stesso. Solo alla fine, con l’aiuto del maggiordomo e di suo figlio, riuscirono a smascherare Luca, guadagnandosi la fiducia di Madama Bianchi e l’affetto di Giulio, diventando la vera signora della casa. Ma il dramma non terminò. Anni dopo, Giulio si sposò quando Clara era ormai anziana. La nuora, Sofia, si rivelò essere la figlia illegittima di Luca, tornata per vendicarsi. Questo scatenò un caos che mise in ginocchio la famiglia Bianchi. Sofia inscenò una gravidanza fittizia per poi “perdere” il bambino, spingendo Giulio a cacciare Clara di casa. Ancora una volta, Clara cercò di spiegare, ma nessuno le credette. Senza rancore, continuò a vivere in miseria. Solo quando Giulio si rese conto dell’inganno, insieme riuscirono a reclamare il patrimonio e la pace della famiglia. Clara pianse di commozione, abbracciò Leonardo, il nipote, e perdonò Sofia, aiutandola a lasciarsi alle spalle il rancore. Alla fine, vissero un’esistenza di armonia. Quella donna, che aveva sofferto per tutta la vita, versato lacrime innumerevoli, trovò sul finire dei suoi giorni, quando i capelli stavano ingrigendo, ciò che per lei era un vero lieto fine. 【Il periodo di osservazione di tre giorni sta per terminare. L’ospite si prepari a iniziare l’interpretazione.】 Silvia avvertì un leggero capogiro. Prima che potesse reagire, udì una voce acuta e carica di rabbia: “Tu che sei portatrice di sventura! Traditora della virtù familiare! Non solo hai causato la morte di mio figlio, ma hai persino osato…! Hai distrutto l’onore della famiglia Bianchi! Quando hai avuto rapporti con Andrea? Confessa subito! O sono costretta a punirti nel modo più severo!” Alzando la testa, Silvia si trovò di fronte a un luttuoso ambiente da veglia funebre. Le bandiere bianche ondeggiavano. L’aria era pregna dell’odore pungente della carta funeraria bruciata e del fumo di incenso, che le serrò il petto e le tolse il respiro. Madama Bianchi, con volto imperioso e con profondo disgusto, si lasciava sorreggere dalle ancelle mentre inveiva con voce tonante; le mani adornate di bracciali e anelli tremavano. Nonostante i suoi circa cinquant’anni, la durezza e la rabbia sul viso le deturpavano l’aspetto, facendola sembrare molto più anziana. Silvia osservò in fretta le figure nella sala e l’arredamento: il momento della trama era chiaro, Federico Bianchi era morto da poco, Clara Moretti aspettava un figlio, e Luca Bianchi, figlio adottivo dei Bianchi, la stava incastrando. Era il classico confronto davanti ai tre ranghi: “La riunione giudicante”. Accanto a Silvia, disteso sul pavimento, c’era un giovane uomo: Andrea, figlio del maggiordomo, considerato il “presunto amante” nella trama. Era un uomo semplice e onesto, che aveva aiutato Clara più volte. La cosa più crudele era che quel ragazzo era anche muto, incapace persino di difendersi. Era stato picchiato su ordine di Luca e trascinato fin lì: ora giaceva a terra in silenzio, in lacrime, con un’espressione disperata sul volto. Il maggiordomo si inginocchiò accanto: con volto addolorato, inchinandosi rispettosamente davanti a Madama Bianchi, disse: “Madama, mio figlio Andrea non farebbe mai una cosa del genere! È stato cresciuto da Federico stesso, come potrebbe avere un legame illecito con Clara Moretti? Inoltre, Clara è arrivata in casa Bianchi da tre mesi e ha sempre assistito Federico con dedizione… non commetterebbe un adulterio! Vi prego, giudicate con giustizia.” Madama Bianchi, udite queste parole, reagì con maggior furia: “Fingendo pudore e virtù, fila anzi ha ingannato anche me! Ora ci sono prove e testimoni. Come potete negare? E allora, se Clara e Andrea non fanno nulla di male, come si spiegano le sue lenzuola trovate nella stanza di Andrea? E poi Luca, proprio lui, li ha visti insieme di nascosto. Volete forse dire che Luca mente?” Luca Bianchi, figlio adottivo della famiglia, era cresciuto sotto l’ala protettiva del capofamiglia e godava della stima di Madama Bianchi. Come descritto nella sceneggiatura, era un giovane distinto, elegante nel suo completo, dall’aspetto curato e attraente. Si fece avanti, affiancandosi a Madama Bianchi, e con tono apparentemente sincero disse: “Anche io avrei preferito che Clara e Andrea non si comportassero così, ma ho visto con i miei occhi. Non potevo tacere. Avrei voluto riferirlo prima, ma Federico era malato e non volevo turbare ulteriormente la sua serenità. Ma ora che Clara è incinta, e dice che il bambino è di Federico, non posso più tacere… è veramente suo questo bambino?” Prima che potessero replicare, aggiunse: “Anche il dottor Ferri ha detto che il corpo di Federico era troppo debilitato per generare una gravidanza, e Clara è da solo tre mesi che è a casa nostra…” Luca concluse con tono carico di sottointesi, guardando Clara Moretti inginocchiata e muta: “Se non vuoi parlare, chiederemo ad Andrea fino a quando non confesserà.” Silvia non pronunciò parola, osservando con freddezza il gruppo, mentre il Sistema rimbombava nella sua mente in cerca di presenza: 【Ospite, seguire il copione! Tagliati un dito per giurare la tua innocenza!】 Silvia alzò lentamente lo sguardo, fissando Luca Bianchi, l’uomo che voleva vederla morta, con gli occhi colmi di lacrime. Il suo sguardo era triste, mesto e complesso, pronto a cedere a una valanga di emozioni. Luca percepì quel momento di vulnerabilità e, percepì che qualcosa di decisivo stava per accadere, aprì la bocca per parlare; in quel momento, Clara Moretti singhiozzò e due lavi di lacrime le scesero sulle guance. Con voce rotta disse: “Come hai potuto trattarmi così? Come puoi essere così crudele… Luca?” Silvia si alzò con cautela, tenendosi il ventre, e guardando Luca dritto negli occhi disse con chiarezza: “Porto in grembo il tuo sangue… vuoi davvero condurci entrambe alla rovina?” Appena dette quelle parole, tutti rimasero sbalorditi. Madama Bianchi, costernata e affranta, il maggiordomo con occhi colmi di preoccupazione e persino Andrea, ormai spossato, fissarono Luca con incredulità. Luca restò in silenzio, incredulo. Poi negò con rabbia: “Cosa stai dicendo? Sei la mia cognata, come potrei? Non c’è niente tra noi!” Ma Silvia sapeva che, ora che lo aveva dichiarato, era una verità messa per iscritto nella sala. In cuore, sorrise con freddezza. Controllando il corpo che tremava e piangeva, proseguì: “Sono entrata nella famiglia Bianchi come sposa, ma mio marito era debole di salute e non abbiamo mai potuto consumare il matrimonio. Tu, che agli occhi di tutti fingevi di essere profondamente legato a lui, venivi spesso con la scusa di fargli visita, ma in realtà cercavi ogni occasione per provocarmi di nascosto. Mi dicevi che tanto tuo fratello sarebbe morto presto e che, allora, la famiglia Bianchi sarebbe stata tua. Mi confessavi di provare dei veri sentimenti per me, e che sposare un uomo malato come lui era solo uno spreco. E ora, non è passato nemmeno molto tempo, e hai già cambiato faccia come nulla fosse… Sei davvero spaventoso!” Queste parole lasciarono Luca pietrificato. Il suo volto si irrigidì, aprì la bocca ma nessuna parola riusciva a uscire, mentre fissava Clara, che sembrava devastata dal dolore. Non riusciva a credere a ciò che aveva appena sentito. Quando mai aveva detto o fatto quelle cose a quella donna? Come avrebbe potuto essere interessato a una donna simile?! E poi… non era forse una stupida facile da manipolare? Perché all’improvviso parlava in quel modo, con tanta sicurezza?! Madama Bianchi, con la mano sul cuore, ansimava. Questa rivelazione l’aveva colta alla sprovvista e scosse duramente: “Tu… Tu davvero hai fatto tutto questo? Tu, ingrato?! Come hai potuto tradire Federico così? Ti abbiamo cresciuto come nostro figlio!” Luca abbassò lo sguardo, ferito: “Madre, io non… mi conoscete. Non è così semplice. Lei mi ha calunniato di proposito, solo per proteggere Andrea” esclamò con rabbia contenuta. «Ha tirato in mezzo me pur di salvare lui, senza badare alle conseguenze. Questo dimostra chiaramente che tra loro c’è davvero qualcosa!” Ma Silvia mostrava un’espressione ancor più ferita di quella di Luca. Clara Moretti, forse non sapeva far altro, ma quel volto intriso di dolore, quelle lacrime che cadevano silenziose e naturali… sembrava nata per suscitare compassione. Continuava a scuotere il capo, affranta, con voce spezzata: “Andrea è solo un servitore. È persino muto… come potrei mai provare qualcosa per lui?” Fece una pausa. Poi, alzando lo sguardo verso Madama Bianchi con sguardo risoluto, proseguì: “Va bene. Se tu, Luca, non vuoi ammettere le tue colpe e intendi distruggermi… allora io non nasconderò più la verità.” “So di aver commesso un errore. Non avrei mai dovuto farmi ingannare da uno come lui, né cedere. Ho tradito Federico. Ma oggi, non posso più permettere che continui a ingannare anche voi.” Si voltò verso tutti, con voce chiara e ferma: “Ci siamo visti in segreto molte volte. E quindi so che Luca ha un neo, ben nascosto, nella parte bassa della schiena. Se non avessi mai avuto nulla con lui… come potrei conoscere un dettaglio simile?” Tutti nella stanza trattennero il fiato. Era una dichiarazione scandalosa. Ma era anche un’arma perfetta. 【AVVISO! AVVISO! SVILUPPO DELLA STORIA NON CONFORME ALLA TRAMA ORIGINALE!】 Silvia rise freddamente tra sé. A quel copione scritto da qualcun altro, lei non doveva nulla. “A chi cerca di rovinarmi la vita,” pensò, “non gli lascerò nemmeno la soddisfazione di respirare in pace.”

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