Il ruggito della folla rimbombava ancora nelle orecchie di Caesar anche mentre cercava di rilassarsi nel backstage. Il bar era pieno zeppo e i fan stavano ancora cantando a squarciagola le sue canzoni, che ora venivano trasmesse dagli altoparlanti. Caesar si lasciò andare sulla sua poltrona, ancora teso dall’adrenalina post-concerto. Strimpellò un accordo alla sua chitarra, poi fece una smorfia. La melodia funzionava bene, un motivetto orecchiabile sulla vita in strada, ma il bridge proprio non andava. Canticchiò un paio di battute e tentò un accordo diverso. Il tono della melodia divenne più triste, quasi funereo. Caesar fece di nuovo una smorfia e strimpellò la linea melodica di Low Rider per schiarirsi le idee, poi iniziò a camminare su e giù per la stanza. “Immagino che tu non abbia

