Nono capitolo Per un momento regnò un silenzio spaventoso. Il viso di Mortlake sembrava quello di un cadavere. Quello dell’uomo morto, al suo fianco, sembrò, invece, resuscitare. Agli spettatori più nervosi gli occhi pensierosi del ritratto apparivano tristi e, allo stesso tempo, minacciosi. Era un'antitesi orribile. Solo per Wimp il ritratto aveva un significato più profondo, più tragico. Il pubblico sembrava essersi impietrito. Alcuni erano seduti, altri, in piedi, avevano modi diversi, sembravano congelati, irrigiditi. Il quadro di Arthur Constant dominava la scena, l'unica cosa viva in una sala di piena di cadaveri. Ma durò solo un attimo. Mortlake si scrollò di dosso la mano dell’investigatore. – Compagni – gridò profondamente indignato, – questo è un complotto della polizia. Le

