Dodicesimo capitolo Grodman fu accompagnato nello studio dello scrupoloso ministro. Il valoroso condottiero degli innocentisti era forse la sola persona a cui il padrone di casa non si poteva negare. Quando entrò, il viso del ministro degli Interni si illuminò di sollievo. A un suo segno il segretario, che aveva portato l’ultimo telegramma, lo riportò con sé nella stanza di fronte, dove lavorava. È superfluo dirlo, ma all'attenzione del ministro non arrivava mai nemmeno la decima parte della corrispondenza indirizzata a lui. – Immagino che per venire da me avrete senza dubbio una buona ragione, signor Grodman – disse l’uomo politico, quasi allegro – e, naturalmente, riguarderà Mortlake. – Infatti, un’ottima ragione. – Accomodatevi e spiegatemi. – Vi prego di non considerarmi impertine

