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1747 Parole
Il pomeriggio dello stesso giorno, il messaggero aveva ottenuto il suo primo vero appuntamento con Victoire, la sacerdotessa. Il tempo passava, ma quella ragazza non risultava poi così interessante come se l'era aspettata il biondo. 《Cosa ti piace fare nel tempo libero?》 domandò ad un certo punto Britta alla fanciulla che passeggiava al suo fianco. 《Solitamente, non ho tempo libero. devo pregare.》 rispose lei. 《Quindi... Se non ti avessi chiesto di fare un giro con me, tu...》 《Si, starei pregando.》 "Che noia" pensò il biondo, indeciso se dire le parole ad alta voce o tenerle per sé. 《Tuttavia...》 continuò la ragazza dalla mossa chioma celeste. 《...a volte ho il permesso di uscire e divertirmi.》 Federico, curioso, chiese: 《E quindi cosa fai quando hai il permesso di uscire? Come ti diverti?》 《Beh io...》 iniziò timida la ragazza 《vado in un posto... E ascolto i suoni della natura... Ciò mi aiuta a rilassare la psiche. Forse può sembrare strano, ma non sono molto socievole. 》 《Certo, capisco...》 sorrise non molto convinto il messaggero. A dire la verità si aspettava proprio la risposta che la ragazza aveva negato. Un "esco con gli amici" o "faccio passeggiate in paese" sarebbe suonato bene alle sue orecchie. Era anche vero che il ragazzo ben sapeva che a Victoire, ragazza dal tenero carattere, non si addicevano per niente i tipi di passatempo di cui invece lui sapeva godere. Infondo, era pur sempre una ragazza, non poteva entrare in locali e ubriacarsi come se niente fosse. 《E non hai mai provato ad uscire con degli amici?》 chiese ancora il biondo. 《Sì, ho un'amica.》 iniziò la ragazza. 《È la sacerdotessa principale del regno di Picche, infatti anche lei deve spesso pregare.》 Victoire sbuffò. 《Mi dispiace per lei... A differenza mia non gradisce il nostro stile di vita; ma per sua disdetta la sua è una dinastia di sacerdoti da molte generazioni.》 concluse con amarezza. 《E non hai altri amici?》 《C'è Orion, ma abita nel regno di Cuori, e io non vengo qui spesso. Inoltre i suoi passatempi non fanno per me.》 《Oh, Orion! È uno dei miei più cari amici, anche se non usciamo più molto.》 《Davvero?》 《Sì... Ma cosa intendi per 'suoi passatempi' che non fanno per te?》 La ragazza rise 《Vedi a lui piace... "Brindare con gli amici"》 Quello, sicuramente, non era il giorno fortunato per Federico Britta. ~ 《Che noia! Ma non doveva venire quel bel ragazzo?》 si lamentava la rossa dal volto lentigginoso. 《Quel bel ragazzo ha un nome!》 sbottò Johan. 《Comunque sì, ma non so, forse avrà avuto da fare.》 rispose. Dopotutto Christian non aveva confermato di poter essere, quella tarda sera, a quell'appuntamento. 《Uffa! E io che volevo stuzzicarlo un po'!》 《Non fare la bambina, hai tutto il tempo del mondo per infastidire le persone.》 Mina, sospirando, mise il broncio. 《Allora facciamo qualcosa io e te?》 chiese poi al bruno. 《Con quel "qualcosa" intendi andare nei saloon, vero?》 《Sono così tanto un libro aperto?》 scherzò la ragazza. Hui scosse la testa. 《Yue, sei una ragazza!》 《E allora? Non posso bere?》 《Lo sai anche tu che la legge lo vieta! Dovresti smetterla di prendere così poche precauzioni, fai sempre quello che ti pare!》 La ragazza, a lungo rimasta taciturna, quella volta sbottò. 《La legge qui, la legge là... Ma chi se ne importa!》 gridò. 《Non posso bere, non posso neanche fare qualcosa di banale come salire sugli alberi! Non posso andare in guerra, non posso buttarmi in una rissa, non posso compiere alcun tipo di azione eroica, non posso portare i capelli corti... Insomma non posso fare niente secondo questa stupida legge!》 《Anche se tu fai quasi tutte queste cose lo stesso...》 sussurrò divertito l'amico, poi sospirando. Johan Hui era un ragazzo dalla mentalità aperta, e in un certo senso compativa l'amica. Non sarebbe mai riuscito ad immaginare una vita senza tutti i privilegi che quella società patriarcale gli aveva sempre fornito. Se al posto di Johan ci fosse stata Johanna, probabilmente sarebbe stata la miglior complice di Yue. 《Sai che ti dico?》 continuò dopo una breve pausa. 《Andiamo a scaldarci un po', che fa freddo.》 Un grande sorriso si formò poi sul volto della ragazza: 《Così mi piaci!》 esultò, felice di essere capita. ~ 《Ma tu esci sempre di sera, Zi?》 “Zi?” Si chiese Christian, che aveva completamente dimenticato dell'appuntamento concordato la sera precedente coi due nuovi conoscenti. 《Non sono affari tuoi.》 arrivò secca la risposta del castano alla domanda di quel povero ragazzo al maggiordomo sconosciuto. Il ragazzo dai capelli neri fece scappare una risatina dalle proprie labbra. Avendo fatto pace con la madre, non riusciva ad essere di cattivo umore. 《Comunque ciao, come ti chiami?》 Si rivolse al nuovo ragazzo. 《Ciao, io sono Chris-》 fu interrotto da un grugnito proveniente dalla sua sinistra. 《Ciao Chris! Piacere di conoscerti!》 Al nuovo arrivato, il ragazzo che gli aveva appena parlato non sembrava poi così insopportabile. C'era anche da dire che secondo Zixin ogni essere vivente incontrato fosse insopportabile, anche quello che ora si poteva definire il suo migliore amico lo era, all'inizio. 《Tu invece ti chiami...?》 《Sono Qiqiang!》 si affrettò a rispondere il destinatario di quella domanda, con un ampio sorriso sulle proprie labbra. Questo gesto fece scaldare il cuore del maggiordomo, abituato al freddo ambiente che circolava nelle stanze di Ayad. Il nobile amico, invece, si limitava ad emettere uno dei suoi soliti versi animaleschi di disapprovazione. Il maggiordomo ringraziò per l'ospitalità a quella tarda ora della notte. 《Mi sei simpatico, Qiqiang!》 aggiunse poi. Tra risa e scherzi, il contadino e il maggiordomo passarono la sera a conoscersi meglio, piacendosi subito. Entrambi erano per lo più estroversi, e avevano trovato subito l'uno nell'altro una buona amicizia. L'unico ragazzo castano in quella piccola e scomoda casa però, sentiva in cuor suo che qualcosa lo turbava. "Perché il mio migliore amico mi sta ignorando?" Si chiedeva. Era la prima volta che si sentiva in quel modo... Cos'era quella strana sensazione? Era forse geloso? Mai il Principe mai aveva dovuto affrontare una tale situazione prima di allora; mai era stato lui la terza ruota del carro. La frase “messo da parte”... Non avrebbe mai pensato che un giorno potesse essere utilizzata anche per lui. Il Nobile arrivò alla conclusione che la ragione del suo malessere fosse questa: la sensazione di esclusione che ogni minuto saliva osservando i due chiacchierare allegramente, nient'altro. Di certo lui non era geloso. Perché mai avrebbe dovuto essere geloso di Christian? Non lo era affatto, anzi, non gli interessava per niente. Questo almeno era ciò che il Principe cercava di far credere a se stesso. Tutto quel parlare, scherzare e fare battute tra i due gli faceva venire il voltastomaco. Com'è che viene loro così spontaneo... Per il futuro Re risultava alquanto difficile, anche se non lo avrebbe mai ammesso, fare quello che stavano facendo con tanta naturalezza i due. Parlare... Fare amicizia. Possibile che tutto questo fosse così facile per loro? Di tanto in tanto, il castano ascoltava qualche parola che gli altri si scambiavano. Quando li sentiva ridere, si incuriosiva, ma dato il suo vagare tra i pensieri che non gli aveva permesso di tenere il filo del discorso, la maggior parte delle volte non riusciva a capire il motivo di tanta ilarità. Ad un certo punto, il ragazzo dai mossi capelli neri si stiracchiò. 《Che ore sono?》 chiese poi il maggiordomo, strizzando gli occhi dal sonno. Il ragazzo che fino a poco prima aveva scherzato con lui rispose, alzandosi dal pavimento su cui era seduto: 《Aspetta, ora controllo.》 Si diresse verso la finestra, osservando le magnifiche scie di luce create dagli astri e dal satellite naturale della Terra. Borbottando fra sé e sé, il ragazzo scrutava il cielo, impegnato in uno studio incomprensibile al nuovo amico. Dopo poco, il risultato giunse, sotto forma di uno strillo sorpreso. 《Dovrebbero essere le... Le una e mezza?!》 《Ma che cazzo-》 sbraitò il castano, alzandosi di soprassalto dal sonno in cui era accidentalmente precipitato. 《Wow, Amico! Ti sei svegliato finalmente...!》 lo prese in giro Christian. 《Non stavo dormendo, idiota!》 《Ragazzi!》 cercò di placare le grida il padrone di casa. 《Mia madre sta riposando nell'altra stanza!》 《Scusaci!》 sussurrò il maggiordomo, porgendo le sue scuse a nome di entrambi. 《Questa è stata la peggior uscita di sempre.》 si lamentò il Principe, ancora un poco immerso nel sonno. Christian sospirò. 《Grazie di tutto Qiqiang, ora purtroppo dobbiamo andare.》 《Eh? Ma è tardi, non rimanete per la notte?》 fece preoccupato il ragazzo contadino. 《Ehm...》 scostò gli occhi a disagio, l'altro. 《 È una lunga storia, magari ci vediamo un'altra volta.》 《Come preferite. Ah, comunque non preoccupatevi dei miei vestiti, ne ho altri, potete tenerli!》 fece una piccola pausa. 《Allora ciao...》 li salutò Qiqiang con la mano, mentre i due si precipitavano a tutta velocità dall'altro lato della porta. Christian ricambiò il saluto, uscendo, e i due migliori amici una volta abbastanza allontanati aspettarono che l'effetto della magia li riportasse indietro. 《Che schifo.》 pronunciò Zixin una volta tornati. 《Mica ci pensavo che questi vestiti fossero di quel contadino!》 Affermò strusciando il braccio di Christian contro la sua maglia, come per "purificarla da possibili infezioni" Britta assunse un'espressione quasi disgustata. 《Non capisco perché non lo sopporti. È così simpatico.》 pronunciò scostando con forza il braccio dalla presa dell'amico, ricevendo in cambio un'occhiataccia. 《Proprio come Yue e Joh- Oh no, Yue e Johan!》 realizzò il ragazzo. 《Johan...? Quale Johan, Hui Johan? lo conosci?》 《Sì, l'ho conosciuto ad un Saloon, ieri sera... Perché? Lo conosci anche tu?》 Christian rifletté un attimo sulle proprie parole. Possibile che il suo 'Johan' fosse lo stesso 'Johan' del Principe? 《È un amico d'infanzia.》 rispose poi indifferente il castano, confermando la sua tesi.
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