《Woah! Ma dove siamo?》 esclamò il maggiordomo appena la magia del teletrasporto ebbe effetto.
L'altro, scocciato come al suo solito rispose: 《E secondo te io lo so?》
Il subordinato non ribatté.
I due si guardarono un po' intorno, gelando a causa del freddo improvviso degli ultimi giorni invernali, e si accorsero che vicino a loro si trovava una casa.
《Yo Zixin! E se chiedessimo là? Io sto congelando...》 propose tremando Christian.
《Non sappiamo neanche se una baracca come quella sia abitata.》
《Ma deve esserlo! O almeno... sarebbe la nostra unica possibilità...》 supplicò implicitamente il maggiordomo.
《Non l'unica dato che c'è un intero villaggio laggiù a valle; ma proveremo senz'altro, è la più vicina.》
Così i due amici si incamminarono verso l'apparente diroccata casa in legno. Il suo aspetto non era davvero dei migliori, e sicuramente il gelo non faceva del bene a quel legno apparentemente marcio. I due salirono di qualche metro la collina finché giunsero alla loro meta. Da lontano, quella casa era sembrata loro più abitabile.
《Forza, Bussa!》urlò spazientito il castano.
《Eh? Perché io?》
《Cosa pensi? Che io voglia rovinarmi le mie bellissime mani toccando quello schifo?!》 sbottò il Principe.《Non sono certo io il servitore qui.》
Christian sospirò, bussando due volte alla porta.
《Non apre nessuno...》 disse scoraggiato.
《Magari non hanno sentito, riprova!》lo incoraggiò il superiore.
Così fece il ragazzo, battendo più forte di prima, ma ancora nessuna risposta.
《Qua non c'è nessuno, Zixin...》
《Beh prova a entrare, magari troviamo dei vestiti più adatti a questi.》 lo esortò il castano indicando le loro vesti estremamente costose.
Christian ancora una volta sbuffò e alzò gli occhi al cielo, cercando una finestra da cui entrare. Ne trovò una rotta e così diede un'occhiata.
《Io qua non ci entro!》
《Non fare il bambino, forza!》
《Sarà grande quanto una stanza, è tutto buio e puzza quanto il bestiame!》gridò.《Qua non c'è niente, te lo dico io.》
Il Principe sbuffò.
《Va bene, andremo al villaggio.》
《Eh?》 gridò dall'altro lato della minuscola abitazione il maggiordomo.
《Ho detto che andremo al villaggio, sei sordo?》
Christian scrollò le spalle. Forse stare ventiquattro ore al giorno con quel Principe caratterizzato dalla brutta abitudine di alzare la voce per qualsiasi cosa gli aveva davvero provocato dei danni uditivi.
La rotta dei due così cambiò: sarebbero scesi da quelle colline per andare a valle. Anche se a pensarci bene il tratto era lungo e ripido, piuttosto rischioso, e i due ragazzi non volevano certo ritrovarsi ibernati. Zixin sbuffò.
《Sarebbe molto più bello uscire di giorno...》
L'amico lo guardò: le iridi esprimevano pietà. Fortunatamente il Principe non se ne accorse, o Dio solo sa come avrebbe reagito sapendo che anche il suo migliore amico, qualche volta, lo vedeva come un essere pietoso dal bisogno di essere compatito. Per fortuna quella era una delle rare volte che Zixin teneva il capo chino.
Ci fu un periodo di silenzio, durante il quale entrambi ammirarono il paesaggio. Gli alberi, come l'erba pieni di brina, formavano una specie di barriera attorno a loro. La scia di brina sembrava invitare i ragazzi a dirigersi verso la calda valle illuminata ai loro piedi; tuttavia qualcos'altro catturò l'attenzione di Christian prima che i ragazzi potessero muovere un passo.
《Hey, guarda!》
Gli occhi di Zixin mirarono il punto indicato dall'amico.
Più vicina delle altre, quasi immersa nel bosco e ancora sulla collina, si trovava una casa.
《È abitata.》 affermò il ragazzo dai cremisi occhi quando vide del fumo lasciare il caminetto.
Si avviarono velocemente in quella direzione, volendo ripararsi in qualsiasi modo dal freddo. Quando però l'assistente stava per bussare alla porta, l'amico gli ricordò una cosa di estrema importanza.
Quei vestiti costosi dove li avrebbero messi?
《Strappa tutti i cuori, Christian.》ordinò il Nobile. I vestiti sarebbero stati comunque di una buona stoffa, ma senza i cuori avrebbero reso meno ovvio il fatto che i due venissero dal Castello Reale.
Il ragazzo annuì, poco convinto della scelta dell'altro. Fece per toglierne uno ma poi, interrotto dalla mano del Principe, si fermò.
《Vedranno comunque la stoffa pregiata》sussurrò.《Meglio se lasciamo le vesti da qualche parte.》
《Ma Zixin! Si gela qua fuori!》
《Sta' zitto e fa' come ti dico per una cazzo di volta!》
Il castano e l'azzurro si diressero dietro alla casa confinante col bosco, non ebbero quindi problemi a nascondere le magliette e sporcare e strappare un po' i calzoni.
~
《Ma chi sarà mai, a quest'ora!》 sbuffò Hao, che felice di aver appena rivisto il figlio dopo tanto si trovò ad avere a che fare con chi aveva appena bussato alla porta.
Si alzò dal tavolo dove con Qiqiang stava consumando la cena, e aprì la porta.
《Mi scusi...》 balbettò uno dei due ragazzi che la donna si trovò davanti. 《Ci siamo persi, non è che può...》
Hao stava per chiudere la porta. Di certo non avrebbe ospitato due ragazzi ubriachi o pazzi, che a quell'ora della tarda sera se ne andavano in giro a petto nudo sulle brinate colline bussando alle porte della casa più isolata che la donna conosceva! L'unica cosa che la fermò dal compiere quel gesto fu il volto del secondo ragazzo, che le era piuttosto familiare.
Zixin sbiancò riconoscendo la donna, mentre questa sorrise.
《Oh! Tu sei l'amico di Qiqiang! Zi, se non sbaglio...?》 parlò. 《Non so quali problemi vi affliggono per ridurvi a girare fuori a quest'ora della notte vestiti in modo indecente, ma entrate che fuori fa freddo!》
Zixin sbatté la nuca contro la spalla di Christian, in disapprovazione. Avrebbe voluto sparire in quell'esatto momento; però, almeno, avevano trovato una casa.
《Quella zoccola...》 si trovò a sussurrare a denti stretti Zixin appena varcata la soglia di casa Lee. 《l'ha fatto di nuovo...》
《Hai detto qualcosa, caro?》 domandò Hao al giovane.
《No, no niente.》
《Allora vado a prendervi dei vestiti ragazzi, poi ci spiegherete cosa vi è successo. Mi sembra il minimo dato che non conoscendovi ho deciso di fidarmi di voi.》 passò per un attimo alla modalità intimidatoria, Hao. 《Ah, se avete fame non esitate a sedervi con Qiqiang!》 tornò poi serena la donna, sparendo poi nella stanza a fianco.
La domanda del maggiordomo sorse spontanea. 《Ma chi è? La conosci?》sussurrò.
《Suo figlio è il tizio di cui ti parlavo, quello che mi segue ovunque.》
《Ah, che coincidenza!》
Zixin tirò un sospiro: 《Io non direi proprio...》 sussurrò a denti stretti, prima di giungere al tavolo dove Qiqiang era seduto.
Il moro, entusiasta, salutò l'amico che la notte prima lo aveva abbandonato nel bosco.
Sarebbe stata una lunga notte.