Dopo due settimane di lunga attesa, la Regina di Cuori giunse al grande, ligneo portone della propria gigantesca dimora.
Salutò il cocchiere, aggiungendo una generosa mancia al buon lavoro svolto: sembrava strano, ma la Regina Aster Ayad pareva di buon umore. Era finalmente tornata a casa, dalla sua famiglia, dal marito e dal figlio. Dopo quella lunga pausa si sentiva sollevata e rilassata; non vedeva l'ora di abbracciare Zixin e Arthur.
Nonostante la gita sulle coste più remote dell'isola le avesse fatto bene, le mancava molto la sua famiglia allargata. La donna dal carattere solitamente brusco era ora molto conrenta, e accompagnata da un sorriso speranzoso si affrettò a raggiungere il portone d'ingresso, battendo due sonore volte l'anello su di esso.
L'accoglienza, però, non fu esattamente come l'aspettava: non c'erano striscioni, feste, persone felici di vederla... A malapena vide alcuni servi, dopo che la porta le era stata aperta da Nives.
《Bentornata, Signora Ayad.》 disse con tono spento la ragazza davanti al portone.
Osservando l'espressione sul volto della giovane, la Regina si preoccupò, chiedendole se si sentisse male.
《Nient'affatto Vostra Maestà!》 fu la risposta, questa volta con tono acceso e un volto sorridente. 《Sono molto felice che lei sia rincasata!》
La donna varcò quindi la soglia della porta, pensando che la tristezza della fanciulla fosse stata solo di sua immaginazione. Quello che trovò, però, la deluse molto: tutto era deserto.
《C'è nessuno? Arthur?》
《Vostro Marito si è ritirato nelle vostre stanze. Posso andare a chiamarlo se lo desiderate.》
《Non ce n'è bisogno, vado io Nives, non preoccuparti.》
《Certo, Signora.》 si dileguò la ragazza.
Dov'erano finiti tutti? La grande famiglia felice che Aster e il marito avevano fatto di quel posto, dov'era? Tra le mura di quel castello si percepiva ora più un'aria di tendenza, di ostilità. Neanche Christian, che solitamente era il primo ad accogliere un ospite, si era presentato.
"Sarà assieme a Zixin." cercò di trovare una spiegazione la donna.
E Federico?
"Dovrà consegnare una lettera..."
E tutti gli altri?
Per questo, la regina non aveva alcuna spiegazione. Davvero nessuno si era presentato al suo arrivo? Quella donna che tutti chiamavano Regina valeva davvero così poco da non interessare la sua famiglia stessa?
Più che provare rabbia, quella volta, Aster Ayad provò una grande sensazione di tristezza. Per una volta dopo molto tempo si era sentita... Materiale di scarto.
Cercò di distrarsi pensando ad alcune spiegazioni plausibili, mentre passo per passo cominciava la salita delle scale leggermente incurvate che portavano dall'ingresso alle stanze Reali. Una volta giunta a destinazione, la donna bussò piano, forse per questo non le giunse risposta.
《Arthur...》 chiamò il nome del marito.
《Aster?》 lo sentì dire dall'altro lato della porta.
L'uomo corse ad aprire la porta e abbracciò la moglie, stringendola forte. Alla donna, da quanto il marito stringeva, pareva quasi che la volesse morta. In realtà, forse il marito voleva solo provare a mettere tutti i sentimenti che stava provando in quel momento dentro di lei.
《Hey, calmati! sono stata via solamente due settimane!》 scherzò la donna preoccupata, ma ciò non bastò al Re per lasciare la presa. L'uomo affondò il volto tra la spalla destra e il collo della moglie: Sembrava sull'orlo di un pianto. Con voce irrequieta e in un sussurro, l'uomo trovò poi il coraggio di ammettere le sue colpe:
《Aster... Io sono un mostro.》
~
Nel Palazzo di Quadri, la famiglia Reale De Rayo si era fermata per la notte il giorno precedente. Ovviamente, il Principe e la Principessa avevano dormito in camere separate, ma nonostante il primo giorno non avessero socializzato molto, quella nuova mattina si stava lentamente instaurando un rapporto di amicizia.
《Dici sul serio? Mi dispiace, non volevo...》 Iniziò Yaozu, dispiaciuta.
《È tutto a posto, tranquilla. Ormai mi sono abituato a raccontarlo.》
Yuki e la Principessa di Picche passeggiavamo e parlavamo per gli immensi prati del Castello di Quadri, dimora del ragazzo. Purtroppo, durante la camminata la curiosità di Yaozu l'aveva spinta a chiedere al Principe una domanda di troppo.
"ma che bella cicatrice hai sull'occhio Yuki, come te la sei fatta?" Non l'aveva chiesto esattamente così, ma quello era il suono che la domanda riproduceva all'interno della testa della ragazza dopo essersi maledetta per non aver revisionato le parole prima di parlare. Però, a quanto pareva, il Principe non era chiuso sull'argomento e non sembrava neanche infastidirlo troppo, quindi la ragazza decise di proseguire.
《Quindi, se posso... Perché tuo padre ti ha procurato quei tagli?》
《Beh... Mio padre ha sempre voluto che io fossi un successore degno del suo posto. In poche parole ha sempre cercato di "istruirmi su come svolgere il mestiere" con i suoi metodi... Se capisci cosa intendo.》
La ragazza annuì, dispiaciuta, osservando quelle due cicatrici incrociate sull'occhio sinistro del Principe.
《E beh...》 continuò lui. 《Continua ancora oggi col dire che ero un "moccioso che non voleva imparare"... Comunque un giorno particolare in cui lui mi stava "insegnando", ed io ero particolarmente testardo... Ha finito per ferirmi con un coltello da cucina che mia madre aveva momentaneamente lasciato sul banco da lavoro. Le piaceva aiutare le cuoche, ma da quel giorno non lo fece più. Avevo solo quattro anni, e per fortuna i tagli non furono tanto profondi da procurarmi la completa cecità dell'occhio, o non so come avrebbe potuto agire mia madre... Sia verso mio padre che verso se stessa.》
La ragazza, udita la storia, non seppe più cosa dire. Procedette così a scusarsi per il suo comportamento errato.
《Dev'essere stato tremendo... Scusami se ti ho chiesto una cosa tanto personale, mi vergogno molto di me stessa.》
Il Principe fermò il passo e si voltò, prendendo le gracili mani della ragazza tra le sue, impuntando lo sguardo sui neri occhi della ragazza.
《Hey, piano! Non dispiacerti per cose di cui non hai colpa! Pensi di voler vivere con me senza mai sapere cosa è successo nella mia vita prima che ci incontrassimo? Non fanno così due anime gemelle!》 Le sorrise, ma subito, grazie al rossore sulle guance della Principessa, si accorse di cosa aveva appena pronunciato. E il linguaggio? Era tutto sbagliato!
Il ragazzo dai candidi capelli bianchi lasciò andare le mani della ragazza, e in preda al panico si scusò molteplici volte, chinando il capo.
《Scusatemi... non capisco per quale motivo mi sia comportato in quel modo. La prego di perdonare questo mio ignobile comportamento.》
La ragazza si stupì del rapido cambiamento. Il principe Zhao stava davvero nascondendo la sua natura, per altro così dolce e simpatica, davanti alla sua futura sposa. Yaozu rise sonoramente: 《E tu... Pensi di voler passare tutta la tua vita accanto a me dandomi sempre del lei? Non è questo che fanno due anime gemelle...!》
~
Quel bosco iniziava a non piacere a Qiqiang, luogo di una nuova e brutta memoria. Il sole era appena sorto e il giovane dedusse che dovevano essere appena le sette del mattino quando si era svegliato sotto l'ombra di quei rami. Si stiracchiò e sbadigliò. E ora dove sarebbe andato? Da solo, senza nessun amico... Avrebbe dovuto perdonare la madre?
Infondo, era sicuro che la donna avesse avuto ottime ragioni per non comunicargli una cosa di tale importanza, ma ancora il ragazzo sentiva una situazione di fastidio pervadergli il corpo.
Si ricordò poi dei propri amici, che ogni mattina andavano a bussare alla cigolante porta di casa Lee.
Cavolo, era in ritardo! Arlette e Karim lo stavano sicuramente aspettando!
Si alzò di scatto, intento a correre fino a casa. Un giorno senza di loro gli era parso fin troppo lungo! Anche se aveva trovato un nuovo... Conoscente con cui trascorrere il tempo, non si poteva certo paragonare ad un'amicizia durata fin dall'infanzia!