《Va' a parlargli.》 Consigliò la donna.
《E che cosa migliorerei? Mi odierebbe ancora di più.》
La Regina di Cuori sospirò, accarezzando i capelli del marito.
《Arthur... La cosa certa è che non puoi tenerlo ancora rinchiuso in quella cella. Né lui, né Christian. Hai commesso un errore, è vero. La rabbia ti ha fatto sbagliare. L'unica cosa che ti resta da fare adesso, è farti perdonare.》
Lui voltò dolcemente il capo verso il viso della moglie, per poi annuire: 《Hai ragione. Andiamo insieme, amore mio?》
《Questo posto è una merda! Perché non posso uscire, perché?!》 Urlava il compagno detenuto di Christian, intento a strattonare le sbarre della propria cella.
《Zixin calmati... Peggiori soltanto le cose facendo così.》
《Sono un cazzo di Principe, il Principe, non un fottuto schiavo!》 lo ignorò completamente lui.
Il maggiordomo sospirò: non c'erano davvero speranze che quel ragazzo cambiasse carattere.
Subito dopo però, il castano si lasciò cadere a terra con un tonfo, stupendo il migliore amico con le proprie parole, pronunciate con tono debole.
《Sai Chris, l'unica cosa che desidero fare adesso è uscire da queste maledette sbarre e... E correre su un prato di fiori.》
《Zixin...》
《Stai zitto!.》 riprese subito il suo tono duro e grottesco. 《So benissimo che sembra lo stupido desiderio di una ragazzina innamorata!》
《Ma, non intendevo questo...》 cercò di controbattere l'amico.
《Smettila di prendermi in giro, Christian.》
Come al solito, però, il giovane Principe non aveva ascoltato e continuava dritto per la sua strada.
《In realtà penso che sia un bel desiderio.》 Intervenne Britta nella speranza di essere considerato. 《Anzi... Quando usciremo definitivamente da qui, che ne dici se andessimo insieme a correre su quel prato?》
Gli sorrise, seppur la risposta mancata da parte del castano fosse abbastanza prevedibile.
Con la coda dell'occhio, entrambi i ragazzi scorsero Orion inchinarsi improvvisamente, mentre la porta d'accesso per le segrete emetteva un cigolio.
《Zixin.》
Il ragazzo si voltò verso il luogo da cui era provenuto il suono e sgranò gli occhi: 《Mamma?》
~
Arrivò presto la sera per la maga: il giorno era passato molto in fretta, dato che lo aveva trascorso in compagnia dei suoi amici, divertendosi molto. Tornò a casa esausta, e si accasciò sul proprio letto.
La stanchezza già la pervadeva quando ancora la giornata lavorativa della maga doveva cominciare: non si era certo dimenticata che doveva ancora svolgere quel compito da cupido. Fremeva dalla voglia di farli incontrare, di farli innamorare e di far così in modo che la profezia non avrebbe potuto alterarsi.
Certo, si trattava di un lavoro difficoltoso e a lungo termine, per una maga inesperta come lei, poi, sarebbe stato ancora più difficile. La ragazza aveva una sola e unica certezza, ma se la fece bastare: non avrebbe mollato il progetto senza prima aver provato tutto il possibile.
Si convinse che ce l'avrebbe fatta, mentre in realtà non aveva idea se il popolo ne sarebbe uscito illeso o meno.
La giovane aveva una mansione molto brutta da svolgere, e non aveva nessuno al suo fianco che l'avrebbe aiutata. Sbadigliò, pronta a dirigersi, o meglio, teletrasportarsi, nelle segrete del castello di Cuori; ma quando comparve in quel luogo, non scorse anima viva.
《C'è... Qualcuno?》 chiese titubante.
《Strega?》 le giunse in risposta.
Si avvicinò alla voce maschile, per poi domandarle: 《Dove sono gli altri, Reysse?》
Il ragazzo esitò: 《Vedi, è una lunga storia...》
《Io ho tempo.》
Dopo un sospiro, la guardia iniziò a spiegare.
《Quindi, in breve... La Regina torna dalla vacanza e fa fare pace al figlio e al marito?》
《beh, sì più o meno.》
《comunque la storia non era molto lunga. La verità è che non ti andava di raccontare, sbaglio?》
La guardia rimase un attimo in silenzio, poi affermò che il motivo era anche quello. Le fece poi la stessa domanda che veniva posta molto spesso alla maga, la quale prevedeva come risposta un “Arlette sa tutto!” Purtroppo, però, quella volta la ragazza fu presa alla sprovvista.
《Beh, allora》 aveva cominciato Orion. 《Perché non sapevi che fine avevano fatto gli altri due?》 Fece scherzando il ragazzo dalla ferrea armatura.
La frase certo colpì la maga, ma questa decise di non darlo a vedere. Gonfiò le guance, incrociando le braccia al petto, fingendo irritazione.
《Non la prendere come un'offesa! Stavo solo scherzando, infondo sei ancora una maga provetta, no?》 Cercò di calmarla lui.
Arlette lasciò andare il respiro. Perdonó Orion in cambio delle indicazioni per la stanza del castano, per la quale si incamminò, seppur non le servissero: nessuno doveva pensare che una qualsiasi azione della streghetta venisse dal cuore, tutti avrebbero dovuto sapere che Arlette avrebbe sempre chiesto qualcosa in cambio.
~
《Bene, allora il vostro matrimonio sarà fra due anni.》 annunciò Weisheng Zhao, Il “Tiranno” del Regno di Quadri, lasciando i due ragazzi un po' spaesati.
《La cerimonia》 continuò 《dovrà essere perfetta. Tra massimo un mese inizieremo a fare le prove. Avete un anno e mezzo di tempo per organizzare perfettamente i seguenti punti: le decorazioni per la chiesa, i vari bouquet, il buffet, le fedi, i discorsi, i-》
《Weisheng.》 lo interruppe la moglie. 《C'è ancora molto tempo per pensare a queste cose, infondo sono solo ragazzi.》
《È una cerimonia di estrema importanza, non lo capisci?》
La donna dai bianchi e soffici capelli deglutì. 《Certo che lo capisco...》 disse. 《Adesso andiamo a farci preparare un tè?》
《Adesso? Ma dobbiamo ancora...》
《Nessuna obiezione? Perfetto! Andiamo!》 Detto ciò la donna trascinò il marito per il braccio verso l'uscita della stanza di Yuki, il quale fu lasciato in compagnia della futura moglie nelle proprie stanze.
Il ticchettio delle bianche scarpe della Regina si fece sempre più debole, finché dalla stanza del Principe si udirono delle parole gridate da lontano.
《Io poi ricontrollerò tutto, e se qualcosa risulterà minimamente errato, dovrete rifarlo da capo!》
A seguire, la moglie che sgridava il marito chiamandone il nome, e poi finalmente silenzio, finché Yaozu non ruppe il ghiaccio.
《Vedo che... Vanno molto d'accordo i tuoi genitori.》
Yuki voltò lo sguardo verso la ragazza.
《Modestamente!》
Risero poi i due.