Il sovrano di Fiori, dopo molto tempo che non lo visitava, decise di scendere in paese. Come sempre, sperò di incontrare Zhaohui, ma non la vide. Sapeva si trattasse di un desiderio puro, di quelli quasi irrealizzabili: ogni volta che il nobile visitava la periferia del proprio Regno, la donna rimaneva nella sua abitazione, la quale ubicazione era volutamente sconosciuta a Hyun. La donna era infatti molto più saggia di lui: sapeva che farsi vedere dal marito avrebbe portato solo a spiacevoli situazioni future. Sarebbe stato troppo pericoloso se i due si fossero incontrati.
Camminando sui ciottoli delle strade, Hyun Lin si accorse di una cosa: quando il Sovrano passeggiava per il paese; solitamente veniva salutato dalle persone come queste fossero amici dopo tanto ritrovati, ma quella volta fu diverso. Lin venne assalito da una folla di curiosi che chiedevano spiegazioni sulla sua decisione.
《L'ho fatto per voi, gente.》 rispondeva ogni volta. Da quante volte l'aveva ripetuta, quella frase aveva quasi perso ogni significato.
Come sempre accadeva durante una sua passeggiata, anche quella volta il Re giunse al cimitero, ancora circondato da persone che, seppur non osavano toccare o avvicinarsi troppo all'uomo, gli ostacolavano la strada.
《Per favore, lasciatemi solo adesso.》 pronunciò come fosse un ordine, intimorendo leggermente la folla. Dopo qualche minuto, la strada dinanzi al Sovrano fu liberata. Attraversò l'entrata del cancello e si diresse verso la marmorea lapide della figlia. Lì trovò, accovacciati, due ragazzi intenti a ridere e scherzare.
Ciò procurò una vena di fastidio. Il primo ragazzo, sentendo dei passi, si voltò. Fece un'espressione incredula, prima di borbottare il nome del Re, stranito. Sicuramente non si aspettava di trovarselo alle spalle, un giorno, proprio mentre rideva allegramente accanto alla lapide della figlia del Nobile. L'altro ragazzo sussurrò delle parole dell'amico, senza però voltarsi. Aveva il capo coperto da un cappuccio di stoffa vecchia e straccia, sembrava meno benestante dell'altro.
《Buongiorno.》 Disse secco Hyun Lin. 《Potreste lasciarmi un po' da solo con mia figlia?》 chiese nel modo più cortese che potette in quel momento.
《Certamente! Ci scusi!》 balbettò Qiqiang, imbarazzato. 《Andiamo, Zi!》
Afferrò l'amico per un polso e corsero verso l'uscita.
Quel ragazzo, dal volto così innocente... Non sembrava del tutto faccia sconosciuta al Re di Fiori. Ignorando quei futili presentimenti si inginocchiò sui bianchi e grandi ciottoli che per terra ornavano il monumento. Estrasse dalla lunga veste una busta, che nascose sotto di essi. Lì aveva scritto tutte le spiegazioni che sarebbero servite. Sperò profondamente in un approccio comprensivo della sua situazione.
~
《Ma che cazzo fai!》 urlò il castano dopo che furono usciti dal cimitero. 《Come ti sei solo permesso di sfiorarmi?》
L'espressione del paesano mutò ancora.
《Scusami era... Il Re... Insomma, pensavo di dovercene andare, mi è salita l'ansia!》 Detto questo chinò il capo, rosso dalla vergogna. 《Però tu sei strano.》 continuò.
Strano, lui? Come si permetteva? Zixin stava per ribattere poco garbatamente, ma l'altro lo precedette.
《Sei... Sempre così arrabbiato, che cosa ho fatto di male per essere trattato così?》
Ma come, non era evidente? D'impulso, il Principe si buttò in quella conversazione: 《L'avere solo osato toccare un No-》 ma subito si fermò.
《Un nobile? Ma non ho toccato il Re.》 spiegò fermamente Qiqiang.
《Non un cazzo di nobile, non era quella la parola, dannazione!》
A quel punto, il ragazzo dai mori capelli mossi era probabilmente spaventato.
《Accidenti... Niente, non importa, andiamo a fare un giro.》 concluse Zixin, arrendendosi.
《Posso venire anche io?》 farfugliò l'altro, smarrito.
《Ho detto andiamo, scemo.》
I due così si incamminarono, diretti verso il paese. Il desiderio di conoscenza di quel così povero mondo si faceva imponente in Zixin, fino a poco prima convinto di comprenderlo perfettamente. In quel momento, chi più di quel ragazzino ingenuo sarebbe stato in grado di fargli da guida?
~
Hao, nel frattempo, resasi conto della sciocchezza appena combinata tornò al cimitero, con passo svelto. Arlette invece, non avendo niente di meglio da fare, a debita distanza seguì i due ragazzi, impegnati in un giro turistico del paese.
Hao arrivò al cancello, superandone la soglia. Da lontano poteva vedere la bellissima rosa bianca che sorgeva tra le mille lapidi. La donna affrettò il passo, non volendo far aspettare ancora il figlio. In quel momento il cimitero era stranamente vuoto, non c'era l'ombra di una persona. Ma presto Hao scoprì il perché.
"Hyun?"
Non poteva crederci. Come era possibile? Il Sovrano non aveva avvertito che sarebbe uscito quel giorno! Eppure era lì, davanti ai verdi occhi della donna. La folta chioma nera e ondulata che arrivava fin sotto le spalle, il fisico esile... Quella donna avrebbe riconosciuto il marito tra mille, anche di schiena e lontano un miglio, dopo anni di separazione.
Oltre al Sovrano il cimitero si presentava empio: Qiqiang non c'era. Il suo bambino non c'era. Hao non ci mise molto a capire ciò che era accaduto, così indietreggiò cautamente, attenta a non far rumore, fino ad arrivare ad una distanza tale che i suoi passi non si sarebbero potuti sentire. Iniziò a correre.
"Qiqi, dove sei?"
~
《E guarda, questo è il monumento che è stato fatto in onore dei soldati partiti per la guerra... Ma davvero non lo sapevi?》
A Qiqiang quel ragazzo sembrava provenire da un altro mondo. Non era minimamente a conoscenza del posto in cui si trovava, né tanto meno delle buone maniere, dato che gridava a tutti coloro che osavano guardarlo, mettendo in imbarazzo la sua povera guida.
《E quello cos'è?》 chiese il castano, ignorando la domanda dell'altro.
《quello è un locale aperto solo di notte. Chissà che ci combinano là, mia madre ha detto che i minori di ventidue anni non possono andarci. Sono un po' curioso però!》 Rispose in imbarazzo il moro.
《Beh e allora vacci.》 fece spallucce l'altro.
《Cosa? Infrangerei le regole!》
《Ma quali regole》 rise Zixin. 《Io posso fare tutto ciò che voglio.》
《Ma potrebbe succederti qualcosa, non si sa mai!》
《Qiqiang!》 La donna gli corse incontro a perdifiato.
《Mamma? Oh no! Avevo completamente dimenticato! Mi dispiace!》
《Ti ho cercato... Dappertutto...》 disse la madre cercando di riprendere fiato.
《Scusami.》 il figlio abbassò il capo, in segno di scuse. 《È che il Re...》
《Allora l'hai incontrato...》 lo interruppe la madre.
Il castano, ancora coperto dal cappuccio, ascoltava il discorso. Non era l'unico però ad interessarsi alle parole scambiate dai due.
《Va bene. Qiqiang, quando arriviamo a casa devo parlarti di una cosa. È importante.》
A quelle parole una scia di brividi salì per la schiena del ragazzo. Sperò che finalmente sua madre non gli nascondesse più nulla.
Ma qualcun altro sperò il contrario.
"No! È troppo presto!"
Pensò una maga. Una maga molto poco innocente.