Com'è che non l'aveva previsto?!
Qiqi... Aveva incontrato la sua anima gemella, e senza che la maga facesse nulla... Come ventiduesima erede della magica famiglia Nieto avrebbe dovuto prevedere tutto, e invece... Non le era passato neanche per sbaglio per la testa; era troppo impegnata a cercare di far capire a Qiqiang che non poteva essere innamorato di lei, quando l'unica cosa che importava era far incontrare lui col Principe. La maga si sentì una vera idiota.
Sicuramente ora non importava più spiarli... Ma farlo non le sarebbe costato niente, quindi perché no?
Pareva che si stessero divertendo... Tanto che la maga trovò il coraggio di ammettere a se stessa che fosse un po' gelosa.
~
《Allora, come ti chiami?》 chiese Qiqiang al misterioso ragazzo ad un certo punto durante la loro chiacchierata.
Zixin, perplesso, si chiese se davvero non lo avesse riconosciuto. Insomma, aveva completamente mostrato il suo viso, credeva di essere famoso...
Ma poi, cosa voleva quel tizio?
《Perché non mi dici prima come ti chiami tu, eh?》propose col suo solito fare arrogante.
《Va bene! Io mi chiamo Qiqiang, Qiqi per gli amici!》disse con fare talmente allegro che per poco al Principe non venne la nausea. Quel ragazzo corvino... Zixin lo aveva appena incontrato e già la sua natura contenta lo turbava. Era sempre entusiasta di tutto, e gli aveva pure detto il suo nome senza preoccuparsene minimamente... Cioè, si conoscevano da dieci minuti. Come faceva ad essere così aperto? Per Zixin, il fatto di dare il nome era una cosa alquanto strana. Essendo cresciuto tra la nobiltà, erano sempre stati i suoi genitori a scegliere gli amici e i conoscenti che lo circondavano. Mai era stato Zixin Ayad a comunicare il suo nome a qualcuno in futuro: tutti lo conoscevano già. Eppure quel ragazzo non aveva mostrato alcun cenno di riconoscimento nei suoi confronti.
A quel punto Zixin avrebbe dovuto comunicargli il suo, di nome? Avere un conoscente diverso dalla nobiltà era abbastanza strano.
Solo in quel momento il giovane principe, dopo diciotto anni di vita, si accorse che Nobiltà e Popolo erano due mondi completamente differenti.
《Ma se ti dico come mi chiamo diventeremo amici?》chiese curioso, dato che mai aveva avuto l'opportunità di fare amicizia.
Il moro lo guardò stranito, poi rise.
Zixin davvero non capiva che diavolo avesse da ridere. Stava forse ridendo di lui, il potente e maestoso Principe dell'Asso di Cuori?
《Questo accadrà solo se tu lo vorrai!》 fu la risposta che arrivò dopo un po'.
Ayad calmò la propria espressione inferocita e lo guardò.
《Io mi chiamo Zi-》
Ma che stava facendo? se gli avesse comunicato il proprio nome allora quel paesano avrebbe scoperto chi in realtà il povero incappucciato vestito di straccio fosse; e in quel modo si sarebbe creato con lui lo stesso rapporto che il Principe aveva con chiunque altro... Era davvero questo ciò che voleva? Per una volta, avrebbe voluto provare qualcosa di diverso. Stava facendo una nuova esperienza, da solo, e non aveva intenzione di buttare quella possibilità al vento.
《Zi...?》 lo incitò a continuare Qiqiang.
《Niente! Zi niente! Non importa!》 Il castano stava andando nel panico: sarebbe bastato pronunciare un nome falso che iniziava con Zi, ma in quel momento non gliene veniva in mente alcuno!
Ancora una volta quel giovane ragazzo corvino fece un'espressione strana.
Quante espressioni faceva? Certamente molte più di Christian. A castello tutti dovevano tenere volti seri in pubblico, con i servitori, e spesso anche in famiglia... In paese non era lo stesso? Dove finiva l'educazione una volta oltrepassate le mura del palazzo? Però, osservare quella varietà di emozioni attirava la curiosità del giovane dagli occhi rossi. Gli piaceva osservare i lineamenti che prendevano una strana piega sul volto del ragazzo di fronte a sé.
《Beh, allora immagino che chiamarti solo Zi vada bene. Tipo un soprannome!》
《Zi?! Non prenderti troppe confidenze!》gli puntò il dito, irritato, il nobile.
《Perché sei così bisbetico?》 fece l'altro con espressione seria.
Il castano si fermò un attimo a pensare. Infondo adesso si trovava nel loro mondo, non più nel suo, no?
《Va bene.》 disse. 《Chiamami pure Zi.》
~
《È permesso?》 parlò il messaggero di Cuori, battendo sul legno della porta.
Stranamente non ci fu risposta, così entrò. Il salone principale era deserto.
《C'è qualcuno?》
Udì dei passi: "ah! Christian!" Immaginò, sorridendo al pensiero di vedere il cugino. Quando si voltò, però, incontrò gli scuri occhi di Nives, accompagnati dai suoi lunghi capelli ricci e violacei. Certo, solitamente l'ancella si presentava come una bellissima ragazza, una gioia per gli occhi; tuttavia quel giorno non sembrava avere una bella cera. Il sorriso sulle labbra del biondo svanì in un attimo.
《Oh, buongiorno Signor Britta.》 Lo salutò cortesemente la fanciulla, inchinandosi.
《Quante volte ti dovrò ancora ripetere di non inchinarti, non mi interessano le differenze sociali. Piuttosto, dov'è Christian? Dove sono tutti?》Chiese con un velo di preoccupazione. La risposta della ragazza tardò ad arrivare, e non fu certo cosa Federico si aspettava di sentire. Neanche la giovane pronunciando quelle parole presentava un aspetto felice, nonostante fosse solitamente una ragazza solare.
《Non chieda più di Christian Britta. Non credo lo vedrà più.》 detto questo la fanciulla si voltò, e scese per le scalinate dalle quali era venuta.
Cosa intendeva con quelle parole? Christian, il suo tanto amato cugino, colui che sempre gli era stato accanto e che gli aveva assicurato una vita benestante e felice procurandogli un lavoro a palazzo era forse... Morto?
Non ebbe il tempo di processare meglio le informazioni appena ricevute che una voce alla sua sinistra chiamò il suo nome.
《Britta!》 Era il Re. E cosa molto insolita, pareva molto arrabbiato.
《Sire?》balbettò.
Non l'aveva mai visto in quel modo, solitamente tra i genitori di Zixin era la madre ad essere sempre arrabbiata.
《Sei in ritardo.》lo accusò il Re.
《Mi perdoni infinitame-》
《Vai nella sala delle riunioni. Adesso.》
Avrebbe voluto rispondere, ma qualsiasi parola gli morì in gola. Che cosa stava succedendo tutto ad un tratto da un giorno all'altro? Solitamente il palazzo del Regno di Cuori si comportava come una grande famiglia... Venire trattati con così tanta disparità di ruolo non era un'abitudine, come in altri Regni.
Il Re condusse il messaggero nella sala riunioni. Lì si trovavano già molti nobili e cavalieri. Tra i presenti riuscì ad identificare Orion, caro amico taciturno; Nives, alcuni servi e la Regina.
Nessuna traccia di Christian.
E nessuna traccia nemmeno di Zixin.
《Siediti.》lo invitò il Re, questa volta con tono più gentile.
Il messaggero ubbidì, sistemandosi accanto ad Orion, senza proferire parola.
Arthur Ayad replicò la medesima azione, sedendosi vicino alla moglie all'apparenza preoccupata. Il Re cominciò a parlare, cercando di mantenere la calma:
《Zixin è scappato.》 Comunicò in tono serio.
Allora si era fatto scoprire. Federico si rammaricò nel pensare che il più delle volte era stato anche lui suo complice.Vedendo ora lo stato d'animo di tutti i presenti, però, se ne pentì amaramente.
《Voi qua riuniti avete l'obbligo di andare a cercarlo.》continuò il Re.《Non ho altro da aggiungere, dichiaro chiusa l'assemblea.》
《Aspetti, Sire!》 Si alzò Britta, non riuscendo a trattenersi.
Ricevette un'occhiataccia dalla più alta delle autorità, il che lo fece pentire del gesto poco prima svolto, ma oramai aveva già parlato, non poteva tirarsi indietro.
《Ecco, io penso che... Insomma, Christian è il migliore amico di Vostro figlio, chi meglio di lui può riuscire a trovarlo? Mi chiedo solo perché non lo abbia convocato, ecco...》
Tutti i presenti puntarono lo sguardo sul ragazzo, sconvolti. Solo Orion ebbe una reazione un po' diversa, anche se al momento il messaggero non la seppe decifrare.
《Scordati di lui. Lui non esiste più ormai.》
Quella fu l'unica risposta che il biondo ricevette dal Re.