VIII - Sorseggiando un cognacchino La discussione era giunta al termine, ma, cosa strana, Fëdor Pavloviè, che fino a quel momento era stato così allegro, verso la fine si era d’un tratto rabbuiato. Si era rabbuiato e si era attaccato alla bottiglia, e quello fu davvero il bicchierino di troppo. «Levatevi di torno, gesuiti, fuori», gridò ai servitori. «Vattene, Smerdjakov. Ti manderò oggi stesso i dieci rubli che ti ho promesso, ma adesso vattene. Non piangere, Grigorij, va’ da Marfa, lei ti consolerà, ti metterà a letto. Quelle canaglie non ti lasciano stare un po’ in pace neanche dopo pranzo», concluse bruscamente mentre i servitori si allontanavano prontamente al suo ordine. «Adesso Smerdjakov si intrufola ogni giorno dopo pranzo, sei tu che lo interessi tanto, come hai fatto a conquis

