5.
Vita nuova
1989
Diego si adattò subito alla vita da bambino normale.
Tutte le novità legate al lavarsi regolarmente, cambiarsi i vestiti, mangiare seduto a tavola, fare le cose a orari prestabiliti, gli piacevano da impazzire. Spesso durante la giornata guardava l'orologio e pregustava con maniacale precisione l'attività successiva.
- Fra mezz'ora merenda.
Oppure.
- Doccia prima di cena. Mi basteranno dieci minuti?
Dopo due settimane che viveva con Maddalena, lei pensò di iscriverlo a una scuola estiva in modo che a settembre fosse pronto per la scuola vera e propria. Era una buona idea anche fargli incontrare qualche coetaneo.
Scelse un corso di recupero presso una scuola gestita dalle suore. Conosceva quella scuola perché ci era andata diverse volte a fare i corsi di primo soccorso alle insegnanti; le piaceva come ambiente, ma soprattutto le piaceva la suora della portineria che era una specie di gerarca nazista che non faceva entrare né uscire niente e nessuno che non fosse ampiamente autorizzato. Suor Cornelia, pioniera della legge sulla privacy, non permetteva nessuna evasione o fuga.
L'ambiente della scuola privata era un tantino snob e questo preoccupava un po' Maddalena: l'utenza base era costituita da fighettini figli di avvocati, architetti, notai, medici... insomma bambini con un bel po' di puzza sotto il naso.
Inaspettatamente quella banda di piccoli lord piacque moltissimo a Diego.
- Sono tutti così puliti! E anche gentili... e sanno un sacco di parole raffinate... - erano i commenti estasiati di Diego, quando Maddalena andava a prenderlo.
Lui era dieci volte più sveglio e plastico di loro per cui, ad adattarsi e mimetizzarsi in quell'ambiente patinato, ci mise meno di una settimana.
Non aveva fatto troppa pubblicità sulla sua provenienza. A chi glielo chiedeva, diceva che Maddalena era la sua tutrice, il che aveva fatto pensare alle famiglie di quei bambini ricchi che fosse figlio di qualche diplomatico residente all'estero e che fosse stato affidato a una zia o a un'amica di famiglia.
E poi aveva iniziato a suonare il violino e quella era stata la ciliegina sulla torta: ogni tanto arrivava a scuola con il suo mini violino sotto il braccio e quello da solo gli aveva garantito una certificazione DOC.
Solo Nicola non apprezzava la scelta della scuola.
A lui gli ambienti snob smuovevano il sistema nervoso per cui, quando gli capitò di andarlo a prendere e di essere abbordato da una mamma con evidenti scopi carnali, andò a lamentarsi con sua sorella.
- Perché lo hai iscritto in quella scuola di sfigati?
- Non è una scuola di sfigati.
Diego tossicchiò.
Ognuno era libero di pensarla come voleva, ma la parola sfigati non la voleva sentire.
- È un ambiente da sfigati! - insisté Nicola, deciso a far capire a Diego che la gente che ha come massima preoccupazione l'abbinamento delle scarpe con la borsa, non è gente normale.
- È molto peggio vivere in una topaia con tua madre che si prostituisce e tuo padre che ti mena - puntualizzò Diego seccato.
Non faceva una grinza.
- E se uno sta così bene da doversi preoccupare solo dei colori dei suoi vestiti, be' è una bella fortuna - concluse.
Come dargli torto... ma la cosa era un po' più complessa di così. Eppure in quel momento non c'era niente che Nicola potesse dire per far cambiare idea a Diego.
In ogni caso la scelta della scuola si rivelò vincente, perché quando Miguel Suarez venne rilasciato e scoprì che gli avevano scippato il figlio, uscì leggermente dai gangheri e tentò di riprenderselo con svariate metodologie, una delle quali fu presentarsi a scuola e sfidare suor Cornelia. Quella, senza tanti complimenti, lo minacciò con un manico di scopa piuttosto pesante e poi chiamò i carabinieri.
A quel punto Miguel passò alle minacce a Maddalena (cosa per la quale ottenne un paio di giorni di fermo e una diffida) e in ultimo fece intervenire l'avvocato del suo “capo”, un tizio molto garbato che utilizzava il codice civile al posto della carta igienica.
Cominciò quindi una vera e propria battaglia legale.
Maddalena era single, il che non incentivava certo i servizi sociali a lasciarle il bambino, Nicola però era un vero squalo quando c'era di mezzo una situazione in cui la differenza fra la cosa giusta e quella sbagliata era così lampante.
Dopo un paio di mesi di schermaglie, Maddalena ottenne la custodia di Diego a patto che il bambino facesse visita a sua madre almeno una volta ogni due settimane.
I servizi sociali s'erano intanto decisi a occuparsi seriamente di Samantha che infatti, dalla fine di luglio, seguiva un programma di recupero.
Miguel, che di lei mezza guarita non sapeva che farsene, era sparito dalla circolazione e aveva anche rinunciato a riprendersi Diego. Tutto sommato il tentativo di portare indietro il bambino era stato solo una ripicca contro il sistema. Si trattava di un bambino che comunque era roba sua e, una volta cresciuto, avrebbe potuto tornargli comodo, anche se, come spacciatore o protettore, non sembrava molto dotato.