Capitolo 12

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Capitolo 12 Estate 1148, Mahdia Yasir non aveva dimenticato Faiza né tanto meno la delusione ricevuta nel vederla tra le braccia di Giordano. Non aveva scordato il nero dei suoi occhi, tanto buio da immaginarne l'universo. Non aveva cancellato dalla sua memoria il tocco delle sue mani, caldo come il soffio del chili. Adesso la spiava tra una finestra e l'altra del palazzo, mentre lei passeggiava in cortile e mentre conversava con la donna a cui egli stesso ne aveva affidato la custodia. Più Yasir la osservava e più non riusciva a smettere di guardarla. E così, tra la vergogna e la colpa dovute a quell'atto compiuto nel segreto, Yasir vide volare via i giorni in cui Giordano fu lontano. «La lascerà andare.» ripeteva a sé stesso, guardandola improvvisare una danza a piedi nudi di fronte a

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