Capitolo XLVIIIRoma. Palazzo Imperiale sul Colle Palatino Poteva sentire l’eccitazione intorno a lei nella grande sala gremita del palazzo imperiale. Tutti i presenti, uomini e donne, la osservavano col fiato sospeso, soggiogati dalla sua bellezza e stregati dall’erotismo che emanava dalla sua figura immersa nel vortice della danza. Raḥel sapeva di averli tutti in mano, compreso colui che sedeva di fronte a lei: Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, il padrone di Roma e del mondo. L’imperatore era un uomo dal fisico proporzionato, ma minuto, dai radi capelli bianchi che gli regalavano qualche anno di più dei suoi sessantacinque anni. Aveva profondi occhi azzurri, incavati in un viso pallido e magro, dai lineamenti delicati e piacevoli. E non riusciva a staccarle gli occhi di dosso, seguiv

