Capitolo LIII

1837 Parole

Capitolo LIIIBar-abbâ si slacciò il cinturone con il fodero e la sica. E lo porse a Shaoul. Poi lo abbracciò e, senza dire una parola, spronò il cavallo verso la fila di croci nel fondovalle, mentre il suo braccio destro seguito dagli zeloti della sua scorta si allontanava nella direzione opposta lasciando il Fantasma solo con il suo destino. Dall’alto di una collina sull’altro versante della gola, il legatus Decio Furio Salario trattenne a stento un’espressione di giubilo. Sdraiato dietro una grande roccia calcarea osservava dall’alto la scena. Per qualche istante guardò compiaciuto la figura del suo nemico che scendeva dalle pendici del monte Tabor e imboccava la via per Cafarnao avvicinandosi ai primi patiboli posti ai due lati della strada. L’uomo cavalcava a capo chino, lentamente, la

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