Anche il marchese di Moya intendeva qual fortuna fosse stata la sua, qual tesoro gli avesse largito la sorte; e il vecchio cavaliere non si faceva punto noioso. Qui, poi, a spiegare il fatto, non è neanche mestieri di ricondurci con lo spirito ai tempi. L'uomo maturo e in alto stato ha sempre un gran cortèo di pensieri e di cure, a cui la bellezza è straniera. Non c'è che la gioventù, dicono, per cui tutte le ventiquattro ore del giorno possano e debbano essere occupate dall'amore. Frastornato da tutte le cure dell'uffizio, con l'occhio alle cento minuzie della vita di Corte, con l'animo a tutte le vanità, a tutte le ambizioni, a tutti gli sdegni e magari a tutti i rancori che i casi d'una lunga esistenza riescono ad accumulare nel cuore di un uomo, il marchese di Moya, gentiluomo di camer

