«Costringimi» mi sfida con un sussurro, socchiudendo gli occhi. «E come mai qui dentro sei sempre così scortese con me, mentre l’ultima volta che ci siamo visti mi stavi praticamente implorando per uscire assieme?» Implorando? Non ricordo di aver implorato. «Non ti stavo implorando» ringhio, guardandolo storto. «E tu mi hai baciata. Pensavo fossimo d’accordo per vederci stasera.» «Non lo ricordo così. Io ricordo che tu mi hai spinto contro il lato del camion. Oh sì.» Emette un suono gutturale e mi tocca la mano con la sua. «E non potevo aspettare fino a stasera per vederti.» Sta scherzando, vero? Sembra proprio che voglia provocarmi. Spingo via la sua mano e il suo sguardo scatta in alto per incrociare il mio. Potrei arrendermi, ma devo tenerlo sulle spine in qualche modo. Sorride. «

