Capitolo 7

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Capitolo 7 Il tesoro depredato Nonostante tutto, nessuno serbava rancore a Bacaillé, né per la lite con Camus, né per i tentativi di ricatto e le velleità spionistiche a vantaggio di papà Simon. In fondo era stato lui ad avere la peggio e l’avevano anche punito. Ora al massimo poteva essere prudente non fidarsene troppo ma, ad eccezione di pochi irriducibili come Tintin e La Crique, tutti gli altri, Camus compreso, avevano generosamente dimenticato quell’episodio certo sgradevole, ma, tutto sommato, non proprio inconsueto, che in un momento particolarmente critico aveva rischiato di seminare discordia e zizzania nel campo di Longeverne. Tuttavia, nonostante questa tolleranza della quale peraltro approfittava, Bacaillé non aveva disarmato. Aveva sempre in cuore i ceffoni di Camus, il

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