Capitolo 2 Mancanza di denaro è dolore senza eguali Faceva un freddo pungente quella sera. Il cielo era chiaro di luna nuova. Il corno sottile di pallido argento, ancora traslucido per gli ultimi raggi del sole, annunciava una di quelle notti franche e brutali che ti spazzano via le foglie, le ultime foglie, sbattendo su rami desolati come i sonagli arrochiti delle cavalle del vento. Boulot, freddoloso, si era calcato il berretto blu sulle orecchie; Tintin aveva abbassato i copriorecchie del suo, e anche gli altri si ingegnavano a lottare in qualche modo contro i dardi della tramontana. Soltanto Lebrac, a capo scoperto e con la giubba sbottonata a mostrare la pelle ancora abbronzata dal sole estivo, sprezzava ‘quei freddi da niente’, come li chiamava lui. I primi che arrivarono alla

