XVIII.-2

2675 Parole

Il viso di Clara ispirava una profonda sensazione. Il pallore marmoreo delle sue guance si confondeva colla bianchezza nivea dei merletti, che le guarnivano la veste da camera, che non le era stata tolta. Aveva gli occhi chiusi, la bocca stretta convulsamente, i capelli sparsi in disordine sull’origliere. Il servitore aveva ragione; senza i lievi bàttiti del cuore, quella donna si sarebbe creduta morta. Guido, suo malgrado, si sentiva il cuore stretto. Un sordo terrore turbava la sua coscienza, la memoria dei giorni felici, passati accanto alla moglie, gli tornavano alla memoria. E ricordava il racconto del marchese di Chârtre sulla ballerina. — Nara è il dèmone; — gli sussurrava la voce dell’amico — tua moglie è sempre l’angelo puro che conoscesti! — Guido scosse bruscamente la testa

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI