II.

2356 Parole

II. Giustina, dopo un lieve sospiro, disse: — Il conte Guido aveva presi i biglietti per il diretto di Milano, ma durante il viaggio fatto in un vagone di prima classe, dove eravamo soli, il padrone e Nara discorsero quasi sempre a bassa voce, in una lingua che io non conoscevo; però non compresi una sola parola, ma dalle occhiate che lanciavano a me ed alla povera piccina, che mi si era addormentata fra le braccia, non presagivo nulla di buono. «Io cominciavo a sonnecchiare, cullata dal treno, quando fui svegliata bruscamente dal conte. « — Bisogna scendere, — disse — siamo arrivati. Io prenderò i bagagli, tu tieni forte la bambina. — «Il treno era fermo in una stazione che non conoscevo. Era di notte; e uscendo da’ cancelli, mi guardavo curiosamente attorno. « — Siamo già a Milano?

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