Capitolo 12

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CAPITOLO 12 IL PUNTO DI VISTA DI CLARA La notte era calata su Parigi, avvolgendo il mio appartamento in un silenzio ovattato. Distesa sul mio divano, in semplice t-shirt e mutandine, sentivo la noia e una certa frustrazione prendere il sopravvento. Alessandro. Non avevo fatto altro che pensare a lui tutto il giorno. Al suo sguardo che mi spogliava durante la riunione di stamattina, alla sua mano che aveva "accidentalmente" sfiorato la mia mentre prendeva un fascicolo. Era più forte di me. Presi il telefono e composi il suo numero, quello che mi aveva dato "per le emergenze". Per lui, io dovevo esserlo, quella sera. Rispose quasi immediatamente, la sua voce grave, un po' stanca. «Clara?» «Non eri in ufficio stasera», dissi, la mia voce volutamente strascicata, avvolta di miele e sottin

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