CAPITOLO 13 IL PUNTO DI VISTA DI CLARA La giornata era stata strana. Alessandro era lì, fisicamente presente dietro la sua immensa scrivania, ma la sua mente era altrove. Una tensione diversa dal solito emanava da lui. Non era la concentrazione feroce dello stratega, né l'impazienza del leader. Era più scura. Più pesante. Come un temporale che incombe. Aveva rinviato due riunioni, lanciato uno sguardo nero al suo computer, e bevuto il suo caffè come se stesse ingoiando del veleno. Persino quando ero entrata per portargli il fascicolo finalizzato, il suo sguardo era scivolato su di me senza davvero vedermi. Non potei farne a meno. Dopo aver chiuso la porta dietro di me, mi avvicinai. «Alex? Cosa c'è che non va?» Alzò gli occhi, sorpreso forse dall'uso del suo nome, o dalla schiettezza

