Roma, abitazione di Nicholas Caruso Entrò in casa fischiettando una canzone dance vecchia di vent’anni. Non sapeva neanche per quale motivo gli fosse venuta in mente. Il tepore dell’appartamento lo avvolse come in un abbraccio mentre le sue narici vennero subito stuzzicate dal profumo di qualcosa che bolliva in pentola. Riuscì appena a posare una busta di plastica su un mobiletto prima scorgere una cosetta alta quasi un metro e piena di riccioli biondi in testa. “Papà!” La bambina iniziò la sua corsa lungo il corridoio protendendo le braccia verso il padre. Caruso la sollevò in aria e la strinse al petto, iniziando a ricoprirla di baci sulle guance rosee. La piccola Silvia rise di gusto mostrando di apprezzare le attenzioni del genitore. “Come stai, piccola mia?” “Bene.” “Dov’è la ma

