CAPITOLO XXXI“Fatemi andare a casa” biascicava il vicequestore mentre un infermiere gli misurava la pressione, un’infermiera gli infilava un termometro nell’orecchio e un terzo lo obbligava a ingurgitare una cinquina di pastiglie. La notte era stata dolorosa. Non era abituato a dormire supino, ma con una spalla ricucita di fresco stare sul fianco non era possibile. Anna aveva dormito sulla poltrona. Dormito. Parola grossa. Si era voltata verso il suo uomo per non perderne un respiro o un colpo di tosse. I ragazzi erano rimasti a casa, ma alle 10:00 Salvatore era in ospedale per dare il cambio alla madre. Falsopepe fu felice quando alla porta apparvero Acquafresca e Di Natale. “Avrai un sacco di guai. Lo sai che non possiamo difenderci. Loro ci possono sparare, e noi dobbiamo essere ca

